ISTAT: il settore agricolo impiega in Italia sempre meno persone, bene solo le energie rinnovabili

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ISTAT: il settore agricolo impiega in Italia sempre meno persone, bene solo le energie rinnovabili

Il 2020 è stato un anno sfidante per tantissimi settori professionali: la pandemia da Covid-19 non ha risparmiato nemmeno il settore agricolo che, in Italia, ha sempre rappresentato un'importante fetta del mercato del lavoro.

Secondo un report ISTAT relativo all'anno 2020, infatti, l'occupazione nel settore primario è diminuita del 2,3%. Nel dettaglio, la componente del lavoro dipendente è scesa del 3,3% e quella indipendente dell’1,8%. Ancora più importante la flessione dell'occupazione nell'industria alimentare (-6,7%), che ha portato l'intero comparto dell'agroalimentare a subire un calo complessivo del 3,4%. Anche i redditi da lavoro dipendente in agricoltura, silvicoltura e pesca sono diminuiti del 2,3%; in particolare le retribuzioni lorde sono scese del 2,7%.

Ma a subire lo strale più pesante della pandemia sono state le attività secondarie non agricole, che hanno registrato una flessione senza precedenti dopo un decennio di trend in crescita costante. Particolarmente colpiti gli agriturismi, a causa della prolungata chiusura delle strutture ricettive e del forte calo delle presenze, e quelle legate alla manutenzione paesaggistica e di parchi e giardini.

Nello specifico:

  • agriturismi: - 60,8% in volume e - 60,5% in valore;

  • attività di sistemazione di parchi e giardini: - 25% in volume e - 26,1% in valore;

  • vendita diretta/commercializzazione: - 19,8% in volume e - 20,6% in valore;

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All'interno di questo scenario estremamente negativo, un dato positivo viene dal mondo delle energie rinnovabili (che costituiscono il 50% del totale delle attività secondarie), la cui produzione è cresciuta dello 0,8% (in termini di volume e di valore), superando i 2,2 miliardi di euro. Al suo interno il fotovoltaico rappresenta il 41%, i biogas da deiezioni animalil’11% e le biomasse da attività agricole e forestali il 48%.

L'Italia, inoltre, con un valore aggiunto dell’agricoltura pari a 31,4 miliardi di euro correnti, mantiene il primo posto della classifica europea anche nel 2020 proprio per valore economico aggiunto ottenuto dall'agricoltura, seguita dalla Francia (30,2 miliardi), dalla Spagna (29,3 miliardi) e dalla Germania che si conferma in quarta posizione (20,3 miliardi).

Per maggiori informazioni, è possibile scaricare qui il report completo.

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Federica Privitera

Autore: We Can Job. Per approfondimenti su formazione e lavoro visita il sito Wecanjob.it.

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