Istat: oltre 5,2 mln stranieri iscritti anagrafe, in 10 anni +419% -4-

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Roma, 18 set. (askanews) - Notoriamente la popolazione straniera, infatti, si concentra nel Centro-Nord, dove si registra un'incidenza sul totale dei residenti superiore al 10%. Nel Mezzogiorno la presenza straniera resta più contenuta sebbene risulti in crescita: 4,6 residenti stranieri per 100 abitanti nel Sud e 3,9 nelle Isole. Il primato di presenze, in termini assoluti, va alle regioni del Nord-ovest con 1.764.305 residenti di cittadinanza straniera, pari a oltre un terzo (33,6%) del totale degli stranieri. Circa un cittadino straniero su quattro risiede nelle regioni del Nord-est (23,9%), così come nelle regioni del Centro (25,4%). Più contenuta è la presenza di cittadini stranieri nel Sud (12,2%) e nelle Isole (4,9%). 'Naturalmente - sottolinea la relazione dell'Istat - la concentrazione nelle aree del Nord è anche il frutto della mobilità interna che interessa la popolazione straniera in maniera più intensa rispetto a quella italiana'.

La popolazione straniera, come si è detto, è molto giovane (età media sotto i 34 anni), anche se con notevoli differenze tra i diversi gruppi di cittadinanze. In generale, la quota di ragazzi fra 0-14 anni fra gli stranieri è superiore di 5 punti percentuali a quella che si riscontra fra gli italiani nella stessa fascia d'età (rispettivamente 18 e 13%). La classe di età tra 15 e 39 anni pesa poco più del 43% sul totale della popolazione straniera, mentre in quella italiana rappresenta il 25,5%. Al contrario le persone con 65 anni e più fra gli stranieri hanno un'incidenza pari al 4%, mentre nella popolazione italiana pesano poco più del 24%. Ma 'nel tempo la struttura per età degli stranieri si è modificata', anche a seguito dell'ingresso delle collettività provenienti dall'Est Europa caratterizzate da un'età media più elevata.

L'Italia è un paese che registra la presenza di molte cittadinanze differenti: quasi 50 nazionalità diverse con almeno 10 mila residenti ciascuna. Al 31 dicembre 2018 le differenti cittadinanze presenti in Italia sono 196. Le cinque più numerose sono quella romena (1 milione 207 mila), albanese (441 mila), marocchina (423 mila), cinese (300 mila) e ucraina (239 mila), che da sole rappresentano quasi il 50% del totale degli stranieri residenti, confermando la graduatoria del 2017. Tra il 2018 e il 2019 gli stranieri residenti nelle convivenze anagrafiche (oltre 157 mila) sono cresciuti di oltre 20 mila unità rispetto all'anno precedente (+17,7%). La loro presenza risulta più marcata nel Nord-ovest e nel Centro, dove risiedono complessivamente la metà degli stranieri residenti in convivenza (con una crescita di 10 mila unità). Considerando tali dati in rapporto al numero di stranieri residenti sul territorio, tuttavia - sottolinea l'indagine Istat - l'incidenza percentuale di quanti vivono in convivenze anagrafiche è più elevata nelle Isole (6,2%) e nelle regioni del Sud (4,9%), rispetto a quanto registrato nelle regioni del Nord (2,7%). Diverse sono le categorie di persone che vivono in convivenza (detenuti, religiosi, persone in centri di accoglienza, etc.); così, 'visti gli incrementi e le modalità in cui si sono presentati nelle diverse aree del Paese, si può pensare che siano, almeno in parte, dovuti a un aumento della popolazione straniera ospitata in centri di accoglienza'.

Dal lato degli "ingressi", ad alimentare il numero degli stranieri in Italia concorrono non solo le migrazioni dall'estero, ma anche i tanti nati nel nostro Paese da genitori entrambi stranieri, le cosiddette seconde generazioni. Dal 2000 al 2017 il flusso che ha alimentato la seconda generazione in senso stretto è costituito da quasi un milione e 100 mila bambini stranieri nati in Italia. mentre , dal lato delle uscite, oltre alla mortalità e alla cancellazione per l'estero o per altre cause, si devono tenere in considerazione le acquisizioni di cittadinanza.