Istat: oltre una vittima su 5 è di cittadinanza straniera

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Roma, 5 mar. (askanews) - Nel triennio 2016-2018 la quota di stranieri tra le vittime di omicidio è del 21,1%; distinguendo per genere il 20,2% è composto da maschi e il 23,1% da femmine. Occorre cautela nell'interpretare i tassi per abitante, calcolati sulla popolazione residente. Si otterrebbe infatti un tasso di ben 1,52 omicidi per 100mila residenti stranieri, disaggregato in 2,01 per i maschi e 1,07 per le femmine, in base al quale per gli stranieri l'esposizione al rischio di essere vittime di omicidio risulterebbe superiore di oltre due volte e mezza rispetto agli italiani.

Quella sempre riferita dall'Istat è un'indicazione di cui tener conto, anche se nella realtà si riscontra un'oggettiva difficoltà nel determinare con esattezza la popolazione straniera effettivamente presente nel Paese, in particolare la componente entrata irregolarmente (o regolarmente con visto o permesso di soggiorno, ma il cui titolo di permanenza non è più valido), cui si aggiungono i cittadini di Paesi comunitari per i quali, in caso di presenza fino a tre mesi, non è richiesto alcun visto o permesso.

Per avere dati più stabili nel tempo è stato considerato il quinquennio 2014-2018. Le vittime di omicidio straniere sono per la maggior parte europee (52,2%) e africane (27,9%). Tra i Paesi di cittadinanza il valore più elevato è raggiunto dalla Romania (22,9% su un totale di 423 vittime straniere nel periodo 2014-2018), seguita da Albania e Marocco (11,3% in entrambi i casi).