Istigazione al suicidio, due arresti nel messinese -2-

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Palermo, 22 lug. (askanews) - La vittima ed i suoi familiari, un tempo benestanti, da circa un anno erano sopraffatti dai debiti, tanto da esser costretti a svendere diversi immobili, riducendosi in povert assoluta. Secondo gli investigatori la coppia, approfittando della vulnerabilit dell'uomo e ben conoscendo la sua dipendenza sentimentale da una loro familiare gli facevano credere che la donna amata fosse stata rapita, si trovasse segregata e fosse sfruttata da un uomo che pretendeva continui pagamenti per non farle del male. Nella prospettiva di "riscattare" la libert della donna dalla prospettata condizione di schiavit, l'uomo si trovava a versare in poco in poco meno di un anno oltre 150 mila euro. Il denaro veniva consegnato dalla vittima direttamente agli "amici" tramite ricariche di diverse carte "Postepay" o in contanti, nella convinzione che servisse ad aiutare la sua amata, ignara del proposito criminale dei familiari. La situazione inscenata e le pressanti richieste degli indagati inducevano la vittima a ricercare spasmodicamente denaro, chiedendolo in prestito, svendendo beni di famiglia ed arrivando ad appropriarsi persino di parte della pensione percepita dalla madre. Enorme era la pressione psicologica e morale esercitata dalla coppia che era persino arrivata ad indurre la vittima, ormai sul lastrico, a commettere ogni genere di crimine, dal furto alla truffa, facendogli pensare persino alla rapina e all'omicidio. Alla fine la vittima avrebbe cercato di resistere alle pressanti richieste di denaro della Di Marco la quale non avrebbe esitato a ricattarlo e minacciarlo di gravi conseguenze, anche di fronte alla prospettiva di essere denunciata alla Magistratura. Stretto dalle continue ed insistenti richieste di denaro e gravato dal peso di aver rovinato inutilmente s stesso e la sua famiglia, alla fine il quarantanovenne, ormai esasperato ed avvilito, si toglieva la vita impiccandosi all'interno di un'abitazione.