Istituzioni culturali e fascismo, convergenze e contraddizioni

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Roma, 10 gen. (askanews) - Analizzare nel dettaglio le istituzioni culturali fasciste nella loro varietà e nelle loro convergenze per arrivare a individuare scopi, contenuti e aporie di un progetto pedagogico e culturale che si sviluppa in parallelo, ma non sempre in convergenza, con gli strumenti e i meccanismi messi in opera dal regime per il controllo degli intellettuali e per la produzione del consenso a fini politici.

Questo l'obiettivo del convegno organizzato dall'Istituto Italiano di Studi Germanici che ha preso il via oggi a Roma a Villa Sciarra-Wurts, dove ha sede l'IISG istituito nel 1931 e inaugurato l'anno successivo da Giovanni Gentile, ministro della Pubblica Istruzione, alla presenza di Benito Mussolini.

Il convegno dal titolo "Le istituzioni e la politica culturale del fascismo" che si concluderà sabato 12 gennaio, vuole offrire un'occasione di approfondimento di questa tematica, individuando il carattere e il ruolo delle principali istituzioni culturali del Ventennio (tra gli altri l'Istituto dell'Enciclopedia italiana, lo stesso IISG, il Cnr, l'Istituto di studi filosofici, l'Istituto Luce) e il loro rapporto con la politica attraverso le diverse sessioni dei lavori: "Costruzione dell'ideologia e politica culturale", "Istituzioni accademiche e centri di ricerca", "Università e cultura popolare" e "Media e spettacolo".

"Noi - ha spiegato la presidente dell'IISG Roberta Ascarelli che ha aperto questa mattina i lavori - non ci proponiamo di ricostruire l'ideologia del fascismo, quello che noi vogliamo vedere è poi nella realtà, nella contraddizione delle istituzioni che cosa è stato fatto. Le istituzioni sono spesso molto più articolate, più complesse, meno condizionate ideologicamente dal fascismo. Tanto è vero che il Cnr, per esempio, è stato fondato da Volterra, insigne intellettuale e studioso ebreo che non ha firmato quando c'è stata la richiesta di adesione da parte del fascismo ai professori universitari".

E proprio al Consiglio nazionale delle Ricerche sono dedicati due interventi nell'ambito della sessione "Istituzioni accademiche e centri di ricerca" in programma oggi pomeriggio, il primo del capo ufficio stampa del Cnr Marco Ferrazzoli dal titolo "Volterra e Marconi presidenti Cnr, tra ragioni scientifiche e politiche", il secondo di Giovanni Paoloni, docente di Archivistica generale e di Storia delle istituzioni di ricerca scientifica all'Università di Roma La Sapienza su "Il Cnr e lo Stato corporativo: fascismo, ricerca scientifico-tecnologica e sviluppo economico tra realtà e rappresentazione".