In Italia 15mila persone hanno l'Hiv, ma non lo sanno

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Day in labour.

In Italia 15mila persone hanno l’HIV, ma non lo sanno. Negli ultimi 7 anni nel nostro Paese, il numero delle nuove diagnosi è stato piuttosto stabile e i nuovi casi sono state provocati soprattutto da infezioni a trasmissione sessuale, sia di tipo sia eterosessuale sia omosessuale. Oltre la metà delle nuove diagnosi avviene in condizioni avanzate di malattia, o addirittura alla comparsa di sintomi o manifestazioni cliniche legate alla malattia conclamata. Sono circa 15mila le persone nel nostro Paese che non sanno di essere infette e che ritardano inconsapevolmente la diagnosi. 

Questo quanto emerso in occasione della Giornata Mondiale della lotta contro l’Aids, durante un incontro organizzato a Roma presso il Ministero della Salute dal titolo “Hiv, presente e futuro del paziente cronico”, che ha avuto l’obiettivo di esplorare l’approccio, il progresso, la prevenzione. Durante l’incontro, è stato sottolineato anche come tra gli over 50 cresca il contagio del virus dell’Hiv.

Nel nostro paese, anche i “millennials” mostrano evidenti lacune in tema di malattie sessualmente trasmissibili: per questo è compito delle istituzioni, della scuola e delle famiglie di contribuire a riempire questo vuoto creatosi in venti anni di rarefazione e scarsa conoscenza.

Ora uno studio europeo e americano, realizzato da Janssen, società farmaceutica del gruppo Johnson&Johnson e nato da una partnership pubblico-privato a livello globale, si propone di valutare l’efficacia di un regime vaccinale preventivo anti Hiv per il quale è già stata richiesta alle autorità competenti (Ministero della Salute, Aifa e comitati etici) l’autorizzazione all’esecuzione dello studio clinico. 

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