In Italia 2 farmaci che migliorano la vita dei malati di Hiv

Paolo Giorgi

Sono arrivate in Italia due nuove opzioni terapeutiche per le persone con l'Hiv: doravirina e doravirina in combinazione a dose fissa con lamivudina e tenofovir disoproxil fumarato, che consentiranno di migliorare la qualità di vita dei pazienti, massimizzare aderenza e persistenza al trattamento.

Lo ha reso noto MSD Italia in una nota. "L'arrivo di una nuova arma terapeutica è una buona notizia sia per le persone Hiv positive che per la collettività - dice Andrea Antinori, direttore UOC Immunodeficienze Virali Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma - perché è vero che per l'Hiv abbiamo a disposizione numerosi farmaci provenienti da diverse classi antiretrovirali ma molte volte a causa di diverse limitazioni (interazioni con altri farmaci, resistenze, problemi metabolici, ecc.) l'armamentario terapeutico non è così ampio".

Quindi, secondo l'esperto, avere a disposizione farmaci di documentata efficacia e sicurezza è sicuramente un vantaggio. "Nel caso di doravirina - continua l'esperto - è l'ultima molecola arrivata in una classe storica che conosciamo molto bene e che ha avuto - e ha tutt'oggi - una rilevanza importante nella terapia dell'Hiv. Ma, rispetto agli altri farmaci già presenti in questa classe ha dimostrato che sviluppa resistenze molto più lentamente e raramente. Questo perché questa molecola ha un'alta barriera genetica che finora è stata più tipica di altre classi.

Inoltre, ha un alto profilo di sicurezza dal punto di vista metabolico e impatta davvero poco sul profilo lipidico e noi sappiamo quanto sia importante visto che il rischio cardiovascolare nei pazienti sieropositivi è aumentato. Ma l'arrivo di nuove terapie è importante anche per la collettività: garantire una soppressione virologica stabile è un aspetto molto importante anche per ridurre la circolazione del virus. Oggi possiamo dire che la circolazione del virus HIV non è alimentata dai soggetti sieropositivi in trattamento con viremia soppressa ma è alimentata esclusivamente da quelle persone che hanno un'infezione da Hiv e non sanno di averla".