In Italia 400 mila morti 'evitabili' tra gli under 75. Il report Eurostat

riccardo liguori

Nel 2016 si sono registrati 1,2 milioni di morti 'evitabili' nell'Unione Europa tra persone con meno di 75 anni (circa 2/3 dei decessi complessivi). Morti che si sarebbero cioè potuti evitare attraverso efficaci misure di prevenzione e una maggiore adesione a stili di vita attenti e sani. Oppure tramite un tempestivo e puntuale intervento medico.

A fotograre la condizione sanitaria del Vecchio Continente sono stati Eurostat e Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Parlando in percentuali, dal documento emerge che il 68% dei decessi potevano (potenzialmente) essere evitati. Si tratta di una (poco consolante) leggera flessione rispetto al dato registrato relativo al 2011 (69,7%). Nello specifico, quasi 750 mila morti (741.000) si potevano scongiurare tramite interventi di prevenzione primaria (cioè in grado di dissuadere da abitudini poco salutari come abuso di fumo, alcol e junk food) e più di 400 mila (422.000) attraverso inteventi di cura effettiva (e quindi di prevenzione secondaria).

Il paese del Vecchio Continente che a livello europeo si è comportato meglio, cioè che è stato  in grado di scongiurare più decessi, è stata la Francia (60,6% i morti evitabili). Medaglia d'argento, bronzo e legno, rispettivamente, a Paesi Bassi, Polonia e Bulgaria. Quinto posto per l'Italia. Fanalino di coda la Romania (80,1%).

Morti "prevenibili"

Per quanto riguarda i dati relativi alle morti "prevenibili", il quadro europeo si mostra piuttosto variegato: in Slovenia e Ungheria si registra il tasso più alto (e quindi negativo dal punto di visto sanitario). Nel primo stato il 53,5% dei decessi tra gli "under 75" potevano essere prevenuti, nel secondo il 51,7%. Dall'altro lato della classifica, il paese più virtuoso è la Bulgaria (35,4%) seguita da Cipro (39,2%), Malta (39,9%), Italia e Polonia (entrambe al 40,8%).

In particolare sull'Italia (sempre il 2016 l'anno di riferimento): 

  • Totale morti 2016 under 75: 615.000
  • Morti prevenibili: circa 250.000 (40,8%)
  • Morti trattabili circa150.000 (24,2%)
  • Morti evitabili (totale) circa 400.000 (65%)

Morti che si potevano "trattare"

Relativamente, invece, alle morti che potevano essere trattate, quindi scongiurate in forza di adeguati e tempestivi interventi  e assistenza medici, la percentuale più alta si registra in Romania (31,9%) e Slovacchia (30,8%). Viceversa, gli stati che presentano le percentuali più basse - cioè in cui il sistema sanitario è stato più efficace - sono Francia (19,3%), Belgio (20,5%), Danimarca (21%) e Paesi Bassi (21,7%).

E per quanto riguarda le cause di morte evitabile? Al primo posto c'è l'infarto (174.000 decessi) seguito dal cancro a trachea e polmoni (168.000), e ictus (87.000).