Italia 5 Stelle consumata dallo scontro tra correnti. Spaccatura anche nella Regione Lazio

Gabriella Cerami

La prima scissione M5s, per adesso, è certificata dalle chat. Poi si vedrà. Intanto cinque consiglieri pentastellati della regione Lazio si sono riuniti in un gruppo whatsapp in dissenso e da qui studiano le prossime mosse all’urlo di “No all’alleanza con il Pd”. Perché infatti, come racconta l’Adnkronos, sul tavolo c’è la presidenza del Consiglio regionale e fonti interne parlano di una possibile alleanza anche alla Pisana, dopo quella nazionale e in Umbria. Ora il gruppo regionale grillino è spaccato esattamente in due correnti, cinque contro cinque. Da un lato c’è Roberta Lombardi filo-Pd e dall’altro Davide Barillari.

Tutto ciò avviene alla vigilia della kermesse Italia 5 Stelle, la festa grillina che quest’anno celebra i dieci anni dalla nascita del Movimento. Ma questo decennale sembra già consumato dalle liti interne, dallo scontento per l’accordo con i dem e dallo scontro tra correnti che non riescono ad eleggere i capigruppo, né alla Camera né al Senato. La cornice è questa. È così che il Movimento, tra assenze e defezioni, si presenterà a Napoli alla festa, che festa potrebbe non essere.

Tanto che Beppe Grillo alla fine si trova quasi costretto a partecipare così da evitare l’implosione, nonostante in tanti nelle ultime ore scommettevano sulla sua assenza. Ed è al fondatore che i ribelli si rivolgeranno per chiedere un cambiamento radicale dentro il Movimento, un passo indietro anche di Luigi Di Maio. Barillari, per esempio, è pronto a consegnare al leader M5s la “Carta di Firenze” con relative firme, un documento pubblicato online che racchiude tutti i punti critici.

Oggi il cortile di Montecitorio racconta, meglio di qualsiasi altro luogo, la spaccatura M5s dopo che la nota di aggiornamento al Def è passato con solo tre voti di maggioranza, nonostante gli uffici grillini avessero chiamato tutti a raccolta. La tensione è evidente, la si nota dagli sguardi. Da un lato ci sono Sergio Battelli e Anna Macina, che...

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