Italia bloccata in pantano politico, cresce prospettiva voto anticipato

Il presidente del Consiglio Mario Draghi a Roma

ROMA (Reuters) - L'Italia potrebbe andare verso le elezioni anticipate dopo che il premier Mario Draghi ha offerto le proprie dimissioni al Capo dello Stato, secondo fonti governative.

Nella serata di ieri, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha respinto le dimissioni di Draghi, chiedendogli di parlare alle camere la prossima settimana.

Se non ci fosse modo di ricompattare la maggioranza, la sola alternativa sarebbe tornare al voto, ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha sottolineato come una fine anticipata della legislatura sarebbe bene accolta in Russia ma influirebbe negativamente sul quadro macroeconomico italiano.

"Se cade Draghi si va alle urne" ha detto di Maio a Rtl, aggiungendo che in mancanza di un governo completamente funzionante nei prossimi mesi, l'Italia rischierebbe di perdere miliardi di euro legati al Recovery Fund dell'Unione europea, finendo così per ritrovarsi impossibilitata a finanziare le misure necessarie per combattere i crescenti costi dell'energia.

"Il governo Draghi, e la maggioranza che lo sostiene, devono proseguire, ma al momento attuale mi sembra molto molto difficile".

A far deflagrare la crisi politica è stata la scelta del Movimento 5 Stelle di boicottare il voto di fiducia di ieri in Senato sul decreto Aiuti.

Le voci più critiche sostengono che il partito, già travolto da una scissione interna il mese scorso, abbia agito al solo scopo di limitare la perdita di consensi in visto del ritorno alle urne.

Lo spettro del caos politico ha innervosito gli operatori sui mercati, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi che ha raggiunto oggi i massimi di un mese.

Le elezioni legislative sono già in calendario per la primavera del 2023, e se venissero anticipate i partiti avrebbero poco tempo per preparare i propri programmi elettorali e le proprie liste di candidati.

Tuttavia due fonti all'interno di Palazzo Chigi, che hanno chiesto di rimanere anonime, hanno espresso pessimismo in merito al futuro della maggioranza, sostenendo che Draghi sia determinato a farsi da parte. Al momento lo scenario più plausibile è quello di elezioni anticipate ad inizio ottobre, secondo le fonti.

In questo quadro, Draghi potrebbe restare in carica e gestire gli affari correnti, senza poter mettere mano al cantiere della manovra 2023 o continuare a gestire il quadro di riforme necessario ad ottenere i fondi europei connessi al Piano di ripesa e resilienza.

Dall'opposizione Fratelli d'Italia ha subito sposato la linea del ritorno alle urne. Il partito di Giorgia Meloni punta a capitalizzare la crescita nei consensi registrata dai sondaggi e a imporsi come partito di maggioranza relativa nella prossima legislatura.

"Con le dimissioni di Draghi .. questa legislatura è giunta al termine" ha twittato Meloni. "Elezioni subito".

Il voto in autunno sarebbe inusuale perché tra ottobre e dicembre le camere sono impegnate nell'esame della legge di Bilancio.

I 5 Stelle potrebbero trovarsi a far fronte a forti pressioni da parte degli alleati di governo per porre fine al proprio scontro con Draghi e attendere la fine della legislatura, ma per il momento non sembrano esserci segnali di apertura da parte del Movimento.

"Abbiamo cinque giorni per lavorare e far sì che le camere confermino la loro fiducia nel governo Draghi, e per far uscire l'Italia dalla drammatica crisi in cui sta entrando il più velocemente possibile", ha detto il segretario del Partito democratico Enrico Letta.

(Giuseppe Fonte, Crispian Balmer, tradotto da Luca Fratangelo, editing Claudia Cristoferi)

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