Italia in Comune: patto con Sindaci per Governo di legislatura

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Roma, 27 ago. (askanews) - Italia in Comune apre ad un esecutivo di legislatura "a condizione che avvii subito un tavolo di confronto permanente con Sindaci e amministratori locali sottoscrivendo un impegno serio a rispondere alle istanze dei territori trascurate da tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni". A sostenerlo in una nota è Alessio Pascucci, coordinatore nazionale di Italia in Comune.

"Negli ultimi vent'anni, con una politica sorprendentemente bipartisan, i Governi hanno inflitto pesanti tagli agli Enti locali, oltre 20 miliardi di euro, umiliandoli, impoverendoli e mettendo i primi cittadini nelle condizioni di non poter svolgere il proprio dovere. Eppure sono proprio i Sindaci ad avere il vero polso della situazione, a sentire gli umori delle comunità, a percepire spesso in anticipo le ricadute reali delle scelte fatte a livello nazionale", spiega Pascucci che ricorda i dati diffusi poche settimane fa sul debito pubblico da Bankitalia: "mentre il debito delle Amministrazioni centrali al 30 giugno 2019 ha registrato un aumento di 22,6 miliardi di euro, quello delle Amministrazioni locali ha invece registrato un ribasso di 1,1 miliardi di euro, segno che negli Enti Locali, nonostante l'abbandono dello Stato centrale, ci sono modelli virtuosi fatti di competenza e rispetto dei territori che possono e debbono essere ripresi dal governo nazionale".

"Il debito pubblico nazionale ha raggiunto a giugno i 2.386,2 miliardi di euro, un livello mai toccato prima. La povertà è aumentata e con essa il divario fra le diverse fasce sociali che ha generato un'idea molto diffusa di incertezza. Mentre sembra venir sempre meno il senso delle Istituzioni, vediamo i principali partiti nazionali completamente assorbiti dalle strategie e dai tatticismi, poco o per niente attenti ai temi programmatici e alle reali esigenze del Paese e degli Italiani", prosegue Pascucci.

"Italia in Comune, nel riconoscere il primato del Parlamento nella risoluzione della attuale crisi, auspica quindi, la formazione di un Governo di Legislatura che sappia governare i processi fino alla scadenza del mandato conferendo stabilità e un progetto di sviluppo alla nostra nazione. Pretendiamo che si riparta dai contenuti, innanzitutto per promuovere l'accesso ai diritti essenziali per tutti i cittadini, diritti ancorati all'interno della nostra Costituzione, sulla quale noi Sindaci giuriamo una volta eletti. Per questo lanciamo un appello a tutti i sindaci d'Italia per sottoscrivere la richiesta di un tavolo programmatico permanente in cui si mettano all'ordine del giorno dieci punti per ripartire dai contenuti e dalle istanze dei territori".

1. Un Patto Nazionale sulla sostenibilità che coinvolga in primis le comunità locali con un impegno a tutti i livelli per il contrasto ai cambiamenti climatici;

2. Misure di contrasto alle disuguaglianze per una maggiore equità sociale che rendano strutturali e potenzino gli aiuti già introdotti dai passati governi e che vedano protagonisti gli Enti di prossimità;

3. Un Patto per il Sud che guardi al Meridione come riserva naturale della agricoltura e della ricerca industriale, impegnando i Sindaci a monitorare la efficacia delle politiche attive sul lavoro;

4. Un Piano nazionale di rammendo dei piccoli Comuni e delle Periferie che individui interventi infrastrutturali decennali in tutta la Penisola;

5. Un pacchetto di proposte finalizzato alla diminuzione del cuneo fiscale, che agevoli l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e che al contempo sappia tutelare i diritti dei lavoratori;

6. Una riforma che restituisca valore al sistema scolastico nazionale mettendo al centro la cultura e il ruolo degli insegnanti e che sappia al contempo anche collegare la Scuola al mondo del Lavoro;

7. Una vera legge sulla semplificazione amministrativa che elimini tutti i lacci e le lungaggini che rallentano l'azione amministrativa rendendoci non competitivi con il resto dell'Europa;

8. Misure straordinarie di contrasto alla criminalità organizzata per evitare le infiltrazioni mafiose nelle comunità e negli Enti locali;

9. Un pacchetto di misure, con particolare riguardo ai piccoli Comuni, che restituiscano la dignità agli Amministratori locali, ne aumentino i poteri, prevedano nuovi trasferimenti economici e facilitino nuove assunzioni, e che mitighino al contempo gli effetti negativi della riforma delle Province;

10. L'abolizione dei due Decreti sicurezza con la reintroduzione del sistema SPRAR e il coinvolgimento degli Enti locali nella gestione del fenomeno migratorio e dell'integrazione. Di pari passo l'aumento dell'impegno e del dialogo sui tavoli europei, per modificare e aggiornare quelle norme comunitarie che regolano attualmente i flussi immigratori.

"E poi - conclude Pascucci - una nuova legge elettorale che sia davvero rappresentativa dei territori, che faciliti e non ostacoli la partecipazione dei partiti e delle forze politiche alle competizioni elettorali e che valuti la reintroduzione delle preferenze come strumento di scelta dei propri rappresentanti".