Italia, da tassa su extra profitti solo 2 mld finora - fonti

La bandiera italiana sopra al palazzo del Quirinale a Roma

ROMA (Reuters) - L'Italia ha incassato finora solo 2 miliardi di euro dalla contestata tassa sugli extra profitti delle società energetiche, secondo due fonti governative.

Da inizio anno, il governo del premier uscente Mario Draghi ha stanziato circa 52 miliardi per aiutare imprese e famiglie a fronteggiare l'ondata inflativa innescata dai prezzi di luce, gas e carburanti.

Parte delle coperture deriverebbero dall'imposta sugli extra profitti che, stando almeno alle stime iniziali del Tesoro, dovrebbe assicurare entro il prossimo novembre tra i 10 e gli 11 miliardi di euro.

Un acconto del 40% per un valore superiore ai 4 miliardi era previsto nel mese di giugno, ma migliaia di imprese si sono rifiutate di pagare e alcune di esse hanno contestato pubblicamente la tassa, che si calcola in base all'evoluzione delle operazioni soggette a Iva.

Determinato a riscuotere il dovuto, Draghi ha modificato lo schema dell'imposta prevedendo un aggravio del 30% sui pagamenti dell'acconto entro il 31 agosto e del 60% oltre questa data.

Ciò nonostante, il Tesoro stima di aver raccolto meno di 1 miliardo di euro entro fine giugno e solo 1 miliardo in più tra luglio e agosto, secondo quanto riferito dalle fonti.

Quasi il 30% dei proventi deriva da Eni, che ha versato circa 560 milioni di euro.

Le entrate inferiori alle previsioni non si traducono al momento in un peggioramento dei saldi di bilancio, perché i prezzi in rapida crescita fanno lievitare le imposte indirette come l'Iva.

Il miliardo in più riscosso finora è incluso nell'extra gettito di 6,2 miliardi di euro che il governo ieri ha detto di voler impegnare nell'ambito di un nuovo pacchetto di aiuti. Il Tesoro lavora a misure del valore complessivo di 12-13 miliardi.

Sono allo studio nel frattempo correzioni alla tassa per evitare il proliferare di contenziosi legali, dato che diverse aziende stanno promuovendo appelli al Tar, spiegano le fonti.

(Giuseppe Fonte, tradotto da Chiara Bontacchio, editing Gianluca Semeraro)