Italia divisa a vigilia obbligo Green Pass in luoghi lavoro

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Una donna mostra "Green Pass"per entrare al Colosseo.

di Angelo Amante

ROMA (Reuters) - Il Green Pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori in Italia a partire da venerdì, ma alcuni politici, sindacati e imprese temono possa causare carenze e interruzioni piuttosto che aumentare le vaccinazioni e la produttività come spera il governo.

L'esecutivo del premier Mario Draghi ha approvato la norma - una delle più severe al mondo - a metà settembre, rendendo obbligatorio dal 15 ottobre per tutti i lavoratori mostrare la prova della vaccinazione, un test negativo o attestare la recente guarigione dall'infezione.

Il governo sperava che la mossa avrebbe convinto gli italiani non vaccinati a cambiare idea, ma con oltre l'80% dei residenti di età superiore ai 12 anni già completamente vaccinati e tassi di infezione bassi, gli aumenti nelle nuove vaccinazioni non sono stati quelli sperati.

Lega, Fratelli d'Italia e alcuni sindacati dicono che, per evitare rischi di carenze di personale, la validità dei tamponi rapidi anticovid dovrebbe essere estesa da 48 a 72 ore, e dovrebbero essere gratuiti per i lavoratori non vaccinati.

"Non saremo in grado di garantire un tampone ogni 48 ore a tutti i non vaccinati. Gli imprenditori con cui sono in contatto sono estremamente preoccupati", ha detto il governatore leghista del Veneto, Luca Zaia della Lega.

Circa il 15% dei lavoratori del settore privato e l'8% di quello pubblico non hanno il Green Pass, secondo le stime di un documento governativo visto da Reuters.

Secondo le nuove regole, in vigore fino alla fine dell'anno, saranno sospesi senza stipendio e andranno incontro a una multa fino a 1.500 euro i lavoratori che tenteranno di eludere le norme e recarsi in ufficio senza certificazione verde.

La politica del Green Pass ha il sostegno della maggioranza degli italiani, secondo i sondaggi, ma ha anche scatenato reazioni violente - come quelle viste a Roma lo scorso fine settimana - e a Trieste i lavoratori hanno minacciato di bloccare il porto, se la misura non sarà revocata.

Draghi ha il sostegno di Confindustria, il cui vicepresidente ha smentito ripercussioni negative sulla produzione e ha ribadito che gli industriali sarebbero favorevoli a rendere il vaccino obbligatorio.

Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ha detto che il certificato aiuterà a porre fine al lavoro a distanza per i dipendenti pubblici e uffici più pieni sarebbero un aiuto per le piccole imprese nelle città.

Ma i sindacati dicono che il pass non è sufficiente a garantire la sicurezza sul posto di lavoro dal covid e hanno criticato la decisione di sospendere gli stipendi dei lavoratori "no-vax".

"Questa è una misura molto restrittiva che potrebbe avere un grave impatto sulla stabilità sociale ed esacerbare una situazione già complicata", ha detto la Uil in un comunicato.

(In redazione a Roma Francesca Piscioneri)

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