Italia e finanza sostenibile: si può fare di più

Italia e finanza sostenibile: si può fare di più

Roma, 22 ott. (askanews) – Italia e finanza sostenibile, si può fare di più. A svelarlo è una ricerca svolta da Markonet su un campione di oltre 4mila risparmiatori. I risultati della ricerca, promossa da Centro Studi Consumerlab ed Etica Sgr, evidenziano come i risparmiatori italiani rispetto a quelli europei siano ancora poco consapevoli dell’importanza dell’economia green e della possibilità di investire per mitigare i cambiamenti climatici, che possono provocare futura instabilità finanzaria.

Francesco Tamburella, coordinatore dell’Osservatorio ConsumerLab.it, ha illustrato i risultati a Roma, presso la Stadio Domiziano: “L’Italia è all’avanguardia per l’economia circolare e in generale per la raccolta di rifiuti industriali e produttivi. L’economia invece non è sostenuta dalla finanza. Se noi pensiamo che nel mondo ci sono più di 30mila miliardi di investimenti destinati ad opere sostenibili, in Europa sono mille miliardi, in Italia sono solamente 20. È un miracolo, un miracolo italiano, che siamo tra i primi al mondo in economia sostenibile, ma tra gli ultimi per quanto riguarda la finanza che sostiene l’economia verde e non solo”.

Grande attenzione a livello mondiale è focalizzata sul rapporto tra economia e cambiamenti climatici. Il professor Stefano Caserini è docente di Mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano.

“L’Italia sta facendo qualcosa contro il cambiamento climatico ma non abbastanza. Sicuramente non c’è la percezione di quanto questa rappresenti una sfida che riguarderà tutto il sistema industriale e tutta la società nei prossimi due-tre decenni. Per rispettare l’accordo di Parigi bisogna fare molto di più di quello che è stato fatto negli scorsi vent’anni. Bisogna veramente cambiare marcia”.

Nel 2018 gli investimenti che hanno tenuto conto in maniera concreta dei criteri ambientali, sociali e di governance hanno superato nel mondo 31mila miliardi di dollari, una crescita del 25% dal 2016. L’Italia invece è rimasta indietro.

Ugo Biggeri è presidente di Etica Sgr, la società di gestione del risparmio che propone investimenti sostenibili e responsabili: “La nostra società da quasi 20 anni non investe sull’estrazione del petrolio, con ottimi risultati. Ma l’Italia è indietro perché oggi stanno arrivando i primi fondi responsabili, ma si utilizzano i criteri di esclusione, ovvero non investire in alcuni titoli. Invece la potenzialità grossa della finanza etica è quella di andare a scegliere coerentemente degli investimenti che siano rispettosi dell’ambiente ma anche dei diritti umani”.