Italia, Francia e Spagna chiedono all'Ue di dare via libera ai coronabond

Pressing di Italia, Francia e Spagna sui coronabond in vista del vertice dei leader dei 27 in programma per domani. Giuseppe Conte, Emmanuel Macron e Pedro Sanchez, assieme ai premier di Portogallo, Belgio, Irlanda, Grecia, Lussemburgo e Slovenia, hanno firmato una lettera indirizzata al presidente del Consiglio europeo Charles Michel  per chiedere alla Ue di "lavorare su uno strumento comune di debito, emesso da una istituzione europea, per raccogliere fondi sul mercato sulle stesse basi e a beneficio di tutti gli Stati membri, assicurando un finanziamento stabile di lungo termine per contrastare i danni provocati dalla pandemia".


Un'apertura arriva dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, riferisce Reuters, che avrebbe chiesto ai ministri delle finanze dell'Eurozona di prendere in considerazione l'emissione una tantum di coronabond. La proposta però si scontra con il muro dei nordici, Olanda e Germania in testa, che continuano a ribadire la loro contrarietà a uno strumento di mutualizzazione del debito. 

I 19 invece, ha ribadito di nuovo oggi il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, hanno espresso "ampio ostegno" alla possibilità che il Mes utilizzi linee di credito precauzionali, del valore di circa il 2% del Pil di ciascun Paese, agli stati membri che chiederanno il tale cuscinetto di sicurezza.

La linea di credito del Mes consentirebbe ai governi di continuare a finanziarsi sui mercati a tassi bassi e aprirebbe la strada all'acquisto illimitato di obbligazioni della Bce nell'ambito del programma Outright Monetary Transactions (Omt), se necessario. Ma lo stesso Centeno aggiunge che oltre al possibile ricorso a una linea di credito del Mes, "l'Eurogruppo continuerà a lavorare su soluzioni appropriate per affrontare la crisi che stiamo fronteggiando e preparare la ripresa economica, incluso attraverso il Mes e la Bei". 

Nella lettera dei 9 a Michel, i leader aggiungono che l'Unione europea deve lavorare insieme per preparasi al 'day after' del coronavirus ed esplorare tutti gli strumenti per fronteggiare la crisi economica "in spirito di solidarietà": serve un finanziamento specifico per sostenere le spese legate all'emergenza almeno per il 2020 e il 2021 oltre alle misure già annunciate dalla Commissione.

La crisi innescata dal coronavirus costituisce uno shock "senza precedenti" che "richiede misure eccezionali", aggiungono i 9, e chiedono all'Europa di  "mandare il messaggio chiaro che stiamo affrontando questo shock tutti insieme". "Avremo bisogno di prepararci insieme al 'day after'": "se vogliamo che l'Europa di domani sia all'altezza delle sue aspirazioni del passato, dobbiamo agire oggi e preparare il nostro futuro comune. Apriamo questo dibattito insieme e andiamo avanti senza esitazioni", conclude la lettera dei leader.