Italia, grandi promesse elettorali rischiano contraccolpo su mercati

Una bandiera italiana sopra al palazzo del Quirinale a Roma

(Aggiunge firma)

di Gavin Jones

ROMA (Reuters) - Il debito pubblico italiano è il secondo più alto della zona euro, pari a circa una volta e mezza la sua economia, ma non lo si immaginerebbe mai leggendo le promesse dei principali partiti in vista delle elezioni nazionali del mese prossimo.

I programmi dell'alleanza di destra, data come favorita, del Partito Democratico (Pd) di centro-sinistra e del Movimento 5 Stelle, non schierato, hanno una cosa in comune.

Tutti e tre fanno promesse estremamente costose senza praticamente alcuna indicazione su come finanziarle - e i mercati sono già in allerta, preparandosi alla possibilità di dare il via a una fase più costosa per i bond italiani.

Le promesse indicano ampi tagli fiscali, aumento degli stipendi e delle pensioni statali, pensionamento anticipato, un programma di edilizia popolare, sussidi per le bollette dell'elettricità e persino una "dote" fino a 10.000 euro per i giovani che compiono 18 anni.

"I partiti hanno deciso che il modo più rapido per raccogliere consensi è promettere tutto a tutti", ha commentato Roberto Perotti, professore di economia all'Università Bocconi di Milano.

Prima delle ultime elezioni del 2018, i politici avevano fatto promesse altrettanto generose, ma si erano anche impegnati a ridurre un debito pubblico considerato insostenibile, pari al 132% del prodotto interno lordo.

Oggi il debito è aumentato di quasi 20 punti percentuali ma, con le regole di bilancio dell'Unione europea temporaneamente sospese a causa del Covid-19, nessuno dei principali partiti ha fissato obiettivi per ridurlo.

"In tutta la classe politica italiana il debito è stato semplicemente rimosso dalla discussione", ha detto Tim Gwynn Jones, analista della zona euro presso Medley Advisors, una società di consulenza sui mercati finanziari.

Anche senza il Patto di stabilità dell'Ue, i mercati avranno "un brusco risveglio" dopo il voto del 25 settembre se i vincitori tenteranno di portare avanti i loro programmi, ha aggiunto l'analista.

I costi di rifinanziamento dell'Italia stanno già crescendo vertiginosamente, a causa dell'aumento dell'inflazione, del rialzo dei tassi di interesse e dell'incertezza politica.

I dati di S&P Global Market Intelligence mostrano che le scommesse degli investitori sul mercato dei titoli di Stato sono ai massimi dal 2008, segnale di una crescente preoccupazione sulle prospettive.

VACANZA DALLA REALTÀ

Ridurre le tasse "per le famiglie, le imprese e i lavoratori autonomi" è l'impegno principale del programma del blocco conservatore composto da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Silvio Berlusconi.

I dettagli del programma comprendono un'unica aliquota fiscale per redditi annuali fino a 100.000 euro per i lavoratori autonomi e tagli dell'Iva sull'energia e altri beni di prima necessità.

Sul fronte della spesa, l'alleanza di destra promette di assumere più personale sanitario, di aumentare gli investimenti nella ricerca per raggiungere la media Ue, di favorire il pensionamento anticipato e di aumentare le pensioni minime.

Con circa il 16% del Pil, la spesa per le pensioni pubbliche dell'Italia è già la seconda più alta del blocco, come mostrano i dati dell'agenzia statistica Eurostat.

Nessuna delle promesse è stata quantificata e il programma non fa riferimento all'impatto sul gettito fiscale, sul debito o sul deficit di bilancio, che alla fine del 2021 era pari al 7,2% del Pil.

Gwynn Jones ha affermato che i partiti hanno goduto di una "vacanza dalla realtà" durante i 18 mesi di governo unitario del premier uscente Mario Draghi, sapendo che l'Italia era in parte protetta presso i mercati dalla credibilità dell'ex capo della Banca centrale europea, nonché dai programmi di acquisto di asset che la Bce sta ora concludendo.

"Tra i politici italiani c'è la convinzione che la Bce sarà sempre lì (a comprare i suoi titoli)", ha detto Gwynn Jones. "Questo è esattamente il tipo di azzardo morale contro cui alcuni falchi della Bce hanno messo in guardia".

CRISI DEL DEBITO?

Perotti, dell'Università Bocconi, ha calcolato che più di 70 delle promesse individuali e combinate dei partiti conservatori ridurrebbero le entrate e più di 50 aumenterebbero la spesa, per un costo complessivo di oltre 100 miliardi di euro.

"Anche se si limitassero a far passare quelle sulle tasse e sulle pensioni, si verificherebbe una crisi del debito", ha detto Perotti.

La leader di Fratelli d'Italia Meloni, che secondo le previsioni dovrebbe diventare la prima premier donna del Paese, ha detto giovedì a Reuters che sarebbe stata cauta e "responsabile" con i conti pubblici, senza entrare nei dettagli.

Il programma di 37 pagine del Partito Democratico non sembra meno costoso di quello di destra.

Include una "dote" per i giovani e un aumento degli stipendi netti equivalente a un mese all'anno, grazie al pagamento da parte dello Stato dei contributi previdenziali attualmente a carico dei lavoratori.

Il programma del Pd promette inoltre stipendi più alti per gli insegnanti e gli operatori sanitari, tagli fiscali per i redditi medi e bassi e l'abolizione dell'imposta regionale sulle imprese - impegni ripresi da parte dei 5 Stelle - oltre all'elettricità gratuita per le fasce povere e a 500.000 nuove case nell'ambito di un programma di edilizia popolare.

Come la destra, il Partito Democratico non fa alcun riferimento significativo alle finanze pubbliche, se non per affermare che l'Ue deve "lasciarsi definitivamente alle spalle l'era dell'austerità".

Francesco Saraceno, professore di economia all'Università Luiss di Roma e a Sciences Po di Parigi, ha descritto i programmi dei partiti come "favole" che saranno in gran parte accantonate subito dopo le elezioni.

Saraceno non vede quindi il rischio di un crollo dei mercati se, come previsto, il blocco di destra dovesse andare al potere.

"Penso che ci sarà una breve reazione negativa... ma poi sarà chiaro che il nuovo governo farà ben poco per cambiare le finanze pubbliche e i mercati si calmeranno", ha spiegato.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Stefano Bernabei)