In Italia la prima guida sul tracciamento dei contagi è del 25 giugno

Manuela D'Alessandro
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AGI  – In Italia la prima guida che punta a rendere omogenei i criteri sul tracciamento del Covid è datata 25 giugno, “mentre in Germania già il 16 gennaio il Robert Koch Institute aveva fornito precise linee guida su tracing, ricerca contatti e tamponi”.

A rilevarlo all'AGI è il Comitato Noi Denunceremo, che raccoglie le istanze dei parenti delle vittime, facendo riferimento a una circolare del 12 ottobre pubblicata sul sito del Ministero della Salute in cui si legge, tra le altre cose, di “un corso in fase di erogazione” rivolto agli operatori chiamati a svolgere l'attività del tracciamento dei contagi.      

I corsi sul tracciamento a ottobre 

Nel documento intitolato ‘Prevenzione e risposta al Covid_19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale' c'è un passaggio in cui è scritto che “a giugno 2020 l'Istituto Superiore della Sanità ha pubblicato una guida che illustra le fasi chiave del processo di contact tracing, mettendo a disposizione una serie di moduli standard per la raccolta dei dati, con lo scopo di fornire uno strumento per rendere omogeneo l'approccio a questa attività sul territorio nazionale e ha sviluppato un corso di formazione a distanza ‘Emergenza epidemiologica Covid_19: elementi per il contact tracing' per gli operatori di sanità pubblica  che svolgono queste attività”.

Un corso che, si legge nella circolare dei giorni scorsi , “è in fase di erogazione e ne è prevista, a partire dalla metà del mese di ottobre, un'edizione aggiornata che sarà arricchita dalle esperienze vissute e raccolte negli ultimi mesi di contrasto”.

Comitato vittime, ritardi ieri e oggi 

 “Migliaia di vite sono state cancellate, intere filiere produttive sono state  ridotte sul lastrico e alla fame decine di famiglie – commenta Luca Fusco, presidente del Comitato –. Qui l'unico ‘tsunami' è quello della superficialità di chi sta gestendo la pandemia. Dal Cts, al Governo, a Regione Lombardia. In ritardo ieri, in ritardo oggi. Superficiali ieri, superficiali oggi. Gente senza preparazione professionale che non ascolta le urla degli esperti e di coloro che avrebbero gli strumenti per porre fine a questo massacro”.