Italia, management debole in aziende familiari frena uscita da crisi - Visco

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Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia

ROMA (Reuters) - La debolezza del management in molte aziende a gestione familiare in Italia può essere un fattore critico nella risposta alla grave crisi innescata dalla pandemia, nel momento in cui sono cruciali capacità di adattamento e velocità nel ridefinire l'allocazione delle risorse.

Lo scrive il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco nel suo intervento che apre il convegno organizzato da Bankitalia con il Cepr e Eief su "Ownership, Governance, Management & Firm Performance".

L'Italia è tra i paesi più colpiti in Europa dalla pandemia e si prevede che quest'anno la sua economia si contragga del 9% circa. Bankitalia ha recentemente tagliato le sue stime di crescita per il prossimo anno al 3,5% dal precedente 4,8%.

Visco osserva che in questi tempi di estrema incertezza "creatività, pensiero innovativo e apertura al cambiamento" sono fattori cruciali, che evidenziano come sia determinante la capacità dei manager di guidare l'azienda nella tempesta.

"Gran parte dei divari nella produttività, tra imprese all'interno di un paese o nel confronto tra paesi, è stata recentemente spiegata con le differenti pratiche nella gestione", con effetti comparabili a quelli che possono portare le differenze negli investimenti in ricerca e sviluppo, nell'adozione di tecnologie ITC o nel livello di formazione del personale.

Questi temi sono maggiormente importanti in Italia, spiega il governatore di Banca d'Italia, dove la quota di piccole e piccolissime imprese è straordinariamente rilevante.

Anche se la quota di aziende a controllo familiare in Italia è simile a quella di altri paesi in Europa, Visco fa notare che è invece decisamente superiore, nel confronto, l'incidenza della gestione in mano alla famiglia.

"Nella selezione dei manager, il background familiare, i legami politici e sociali, spesso appaiono avere maggiore peso rispetto alla competenza manageriale e alla formazione".

Questo porta, avverte Visco, a pesare sulle performance aziendali a causa di una mancanza di apertura a talenti esterni e a più moderne pratiche di gestione d'impresa.

(Stefano Bernabei, in redazione a Milano Sabina Suzzi)