Italia negozia con Ue norme per facilitare fusioni tra più di 2 banche - stampa

·1 minuto per la lettura
Il logo Unicredit presso una filiale a Siena

MILANO (Reuters) - L'Italia sta discutendo con Bruxelles su un pacchetto di norme che agevolino le fusioni bancarie tra più soggetti con l'obiettivo di favorire la nascita attorno a UniCredit di un polo con Banca Mps e un terzo istituto identificato con Banco Bpm.

Lo scrive la Stampa, citando più fonti e aggiungendo che le misure "saranno inserite in un prossimo decreto". Per questa ragione, scrive il quotidiano, nel decreto Sostegni bis, approvato ieri, non è stata inserita la norma per ampliare al 3% dal 2% il tetto per gli incentivi fiscali legati all'utilizzo delle Dta per le fusioni bancarie.

L'articolo spiega che la possibilità di trasformare le Dta in crediti di imposta, inserita nel decreto Cura Italia, è limitata alla fusione tra due istituti che non possono avvalersene per operazioni successive. Quindi nel caso di un'operazione a tre, soltanto due delle banche coinvolte avrebbero i benefici di questa agevolazione fiscale.

La Stampa aggiunge che non è chiaro se le nuove norme riguardino soltanto le Dta o anche altre misure e che l'eventuale ampliamento della norma sulle Dta a un'operazione a tre farebbe salire il beneficio per UniCredit da una fusione con Mps e Banco Bpm a oltre 4 miliardi, anche con il tetto al 2%.

(Gianluca Semeraro, in redazione a Stefano Bernabei)

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli