Italia nello spazio, partita la Soyuz con telescopio Mini-EUSO

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Roma, 22 ago. (askanews) - E' stata lanciata oggi dal cosmodromo russo di Baikonur (Kazakistan), con direzione Stazione spaziale internazionale, la navicella spaziale Soyuz, a bordo della quale vi sono diversi esperimenti tra cui un piccolo gioiello della ricerca italiana: il Mini-EUSO, un telescopio costruito per catturare fenomeni legati ai raggi ultravioletti di origine cosmica. La missione, inoltre, ha un altro elemento d'interesse: al posto di comando è stato posto un controverso robot umanoide, Fedor, che in passato è stato indicato come un "Terminator".

Il Mini-EUSO - a guardarlo, una piccola scatola nera - è stato sviluppato nell'ambito di una collaborazione internazionale guidata dall'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e dall'istituto di ricerca giapponese RIKEN. Il progetto nasce da una cooperazione tra l'Agenzia spaziale italiana e quella russa, Roscosmos.

"Mini-EUSO è il frutto di un'ampia collaborazione internazionale di ricercatori che hanno dapprima sviluppato le nuove tecniche di rivelazione nell'ambito del programma JEM-EUSO e poi hanno costruito un apparato con tempi e costi estremamente contenuti per un progetto spaziale di questa complessità", ha raccontato il professor Marco Casolino della sezione Infn dell'Università di Tor Vergata, che coordina il progetto. "Questo telescopio - ha proseguito - che è stato integrato nei laboeatori della Sezione Infn e del Dipartimento di Fisica di Roma Tor Vergata, contiene anche una serie di rivelato ri di nuova generazione come i Silicon-Photomultipliers, con l'obiettivo di studiarne il comportamento e la loro capacità di resistere all'ambiente spaziale. La tecnologia sviluppata nell'ambito di questo esperimento sarà utilizzata in future missioni spaziali e su palloni stratosferici, come il progetto NASA SPB-2, il cui lancio è previsto dalla Nuova Zelanda per il 2022".

La Soyuz troverà, al suo arrivo all'ISS, un altro pezzo d'Italia, perché in questo momento a orbitare sulla Terra c'è l'astronauta italiano Luca Parmitano.

L'esperimento è coordinato dal professor Marco Casolino della sezione Infn dell'Università di Tor Vergata. Il Mini-EUSO verrà collocato nel modulo russo dell'ISS e sarà puntato verso la Terra per catturare 400mila immagini al secondo che consentiranno, grazie alle sue lenti di inaudita sensibilità, di registrare le emissioni ultraviolette di origine cosmica.

Il Mini-EUSO sarà utile a comprendere numerosi fenomeni ad alta energia invisibili agli osservatori a terra, ma anche diversi fenomeni terrestri e atmosferici. Consentirà, per esempio, di avere per la prima volta una mappa notturna delle emissioni notturne nalla banda dell'ultravioletto della Terra, di osservare la bioluminescenza prodotta dal plancton e le variazioni prodotte dall'uomo.

Ancora, il telescopio permetterà di ricercare la "materia strana", che è uno stato della materia che si suppone esista ma ancora nessuno è riuscito a osservare. O anche particelle che ritiene provengano da altre galassie e sulla cui natura ci sono ancora dubbi.

Il vettore Soyuz-2.1 con la navicella Soyuz MS-13 non ha equipaggio umano a bordo, ma al posto del comandante è seduto Fedor, un robot umanoide. Svolgerà una serie di operazioni necessarie al viaggio spaziale.

Prima di fare il cosmonauta, tuttavia, Fedor ha avuto una storia diversa e controversa. Sviluppato dal ministero delle Emergenze russo per le operazioni di soccorso col nome di Avatar, fu ripreso nel 2017 mentre sparava con armi. Cioè si pensò che la Russia stesse creando un Terminator.

Fedor trascorrerà una "vacanza" di una decina di giorni a bordo della Stazione spaziale internazionale.