Italia progetta "aree speciali" per energie rinnovabili per tagliare burocrazia

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Una centrale elettrica solare e delle turbine eoliche a Canino

MILANO (Reuters) - L'Italia ha preparato una serie di misure per accelerare i tempi per l'approvazione di nuovi progetti sulle energie rinnovabili, inclusa la creazione di aree speciali in cui costruirli, secondo una bozza del decreto.

Il complesso procedimento di approvazione ha rallentato fino a questo punto il lancio di programmi per l'energia rinnovabile, mettendo a rischio l'accesso ai fondi europei e il raggiungimento degli obiettivi climatici.

Roma deve installare circa 70 gigawatts in energia rinnovabile entro il 2030, ma sta costruendo solamente 0,8 Gw per anno, in gran parte a causa della burocrazia.

Il governo Draghi, che ha dato grande rilevanza alla lotta al cambiamento climatico, vuole fare approvare delle leggi che diano una spinta alla ripresa.

Una bozza di decreto, vista da Reuters, da alle regioni italiane 120 giorni per identificare le "aree appropriate" per la costruzione di centrali ad energia rinnovabile, dove la concessione dei permessi sarà più facile.

La bozza, che ci si attende sia approvata questa settimana, stabilisce anche che le regioni non potranno poi dichiarare le aree non adatte in un secondo momento.

Molti progetti ad energia solare ed eolica non hanno ottenuto il supporto delle autorità locali sulla base del fatto che hanno un impatto sul paesaggio.

"Non esiste una panacea, ma potrebbe aiutare a ridurre le tempistiche. Le autorità locali hanno un grande potere di veto su questa questione" ha detto Davide Tabarelli, a capo del think tank Nomisma Energia.

La bozza contiene anche altre misure per aiutare a velocizzare la concessione dei permessi sull'impatto ambientale, e renderà più semplice l'autorizzazione di strutture per la conservazione dell'energia e piccoli impianti solari.

Inoltre si stabilisce, fino al 2026, un comitato di supervisione speciale presso il ministero della Cultura per progetti inclusi nel Recovery Plan per accedere ai fondi messi a disposizione da Bruxelles.

Il piano, inviato a Bruxelles lo scorso mese, include un impegno a snellire le procedure burocratiche come parte di una serie di riforme necessarie per sbloccare oltre 200 miliardi di euro in fondi europei e prestiti a basso interesse.

Negli anni l'Italia ha approvato molte leggi per tagliare la burocrazia, ma con scarsi effetti tangibili.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Roma Stefano Bernabei)

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