Italia, ripresa si rafforza a maggio ma non ancora a livelli pre-crisi - indice WEIP Prometeia

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Una donna indossa una maschera con i colori della bandiera italiana in Via del Corso, a Roma

ROMA (Reuters) -La ripresa post-pandemica si va consolidando in maggio in linea con un'accelerazione del Pil nel secondo trimestre che si andrà ampliando nel terzo, ma l'economia italiana resta ancora sotto i livelli pre-crisi.

E' quanto scrive l'istituto di ricerche Prometeia in una nota, con la quale lancia oggi il nuovo indice WEIP (Weekly Economic Indicator Prometeia), nato con l'intento di rispondere meglio alla necessità di monitorare la situazione economica nel Paese, laddove altri strumenti analitici sono risultati poco efficaci in un contesto particolare come quello della pandemia.

L'indicatore a cadenza mensile - che raccoglie su base settimanale dati quantitativi, qualitativi e big data combinandoli in tempo reale con tecniche statistico-econometriche - si attesta a maggio a quota 99,1, avvicinandosi ai livelli precedenti all'emergenza, ma rimanendo ancora al di sotto di essi.

"Settimana dopo settimana sembra acquistare velocità l'uscita dalla fase recessiva che ha colpito l'economia italiana tra la fine dello scorso anno e i primi mesi del 2021", osserva Prometeia nel comunicato, aggiungendo che l'indice "da febbraio è tornato a crescere, mostrando che la fase più acuta della crisi è oramai alle spalle".

"Solo a partire da aprile il passo della ripresa si è fatto più sicuro, sostenuto dal progressivo riavvio delle attività 'face-to-face' reso possibile dal progresso nella campagna di vaccinazione", aggiunge.

Come confermato dai dati sul clima di fiducia di famiglie e imprese resi noti da Istat ieri, in maggio la ripresa si è ulteriormente rafforzata, in un contesto che vede il Pil, secondo Prometeia, crescere via via nel secondo e terzo trimestre, quando vaccini e clima estivo ci riporteranno alla "quasi normalità".

Prometeia stima per l'anno in corso una crescita del Pil pari al 4,7%. L'economia italiana vedrà, secondo l'istituto, un'espansione media annua del 3,8% nel triennio 2021/2023 e dell'1,2% tra il 2024 e il 2030.

Il governo ipotizza una crescita quest'anno del 4,5%, come indicato nel Def, dopo la flessione dell'8,9% registrata dal Pil nel 2020 a causa della crisi Covid.

Per Banca d'Italia, una crescita oltre il 4% nel 2021 è plausibile. Secondo il Ref, il Pil registrerà incrementi superiori al 4% sia quest'anno che il prossimo. Intesa mantiene la sua stima di un +3,7% nell'anno in corso ma con rischi di rialzo.

(Valentina Consiglio, in redazione a Roma Antonella Cinelli)