Italia-Russia, a Roma convegno sull'eredità di Evgenij Primakov -3-

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Roma, 5 nov. (askanews) - Perché "Primakov non voleva contrapporsi su tutto, voleva difendere gli interessi russi anche in una situazione di pressione da parte degli americani", ha sintetizzato il senatore russo. Di lì a meno di un anno al Cremlino sarebbe arrivato Vladimir Putin.

L'ambasciatore Razov ha raccontato come Primakov salvò all'ultimo minuto nel 1997 l'accordo di pace per il Tagikistan dopo cinque anni di guerra civile, convincendo a ricredersi il capo dell'opposizione che all'ultimo minuto non voleva più firmare. "Il futuro di un Paese dipende spesso dalla saggezza di uno statista, uno solo", ha detto il diplomatico. Il collega che rappresenta la Russia presso la Santa Sede ha evocato da parte sua i tentativi di disinnescare la crisi del Kosovo, che portarono Primakov a Belgrado, a cercare di convincere Milosevic che la strada presa con la minoranza albanese avrebbe portato al disastro. "Primakov aveva una forte coscienza della tragedia balcanica e pensava che agli Usa facesse comodo destabilizzare la regione non solo in funzione anti-Russia, ma anche per dividere l'Ue. Credo che avesse ragione", ha affermato l'ambasciatore Avdeev.

Da parte italiana, Lamberto Dini, che è stato ministro degli Esteri contemporaneamente a Primakov, ha ricordato "un uomo integro, affidabile, coraggioso, amante della diplomazia diretta. Ma guai a confondere la sua affabilità con la debolezza". Nel 2009, l'anno dopo il conflitto con la Georgia, ha ricordato Dini, "Primakov disse che la Russia era stata costretta ad usare la forza per difendere la sua sicurezza. Credo che per l'Ucraina avrebbe intrapreso la stessa azione decisa da Putin nel 2014".