Italia secondo peggior paese europeo dove imparare lingue straniere

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 25 mar. (askanews) - Preply, la piattaforma di apprendimento digitale, ha pubblicato il European Language Index, la classifica dei paesi europei che offrono il miglior ambiente per l'apprendimento delle lingue straniere. La ricerca analizza i 27 paesi dell'Unione Europea secondo 18 fattori che indicano se l'ambiente offerto dai diversi paesi è favorevole o meno per l'apprendimento delle lingue straniere.

I fattori inclusi sono stati suddivisi nelle seguenti sette categorie: il numero di lingue ufficiali, il grado di plurilinguismo, l'apprendimento delle lingue a scuola, il livello di padronanza della lingua straniera più conosciuta, l'accesso all'apprendimento delle lingue attraverso mezzi digitali, l'utilizzo di sottotitoli e voiceover nei programmi televisivi o pellicole cinematografiche straniere e la diversità linguistica. I risultati di ogni categoria sono stati ponderati equamente ed è stata stilata una classifica da 1 a 27.

L'Italia occupa il 26esimo posto nella classifica, subito dopo la Polonia e prima della Bulgaria. Anche se nella classifica generale il Bel Paese non è sul podio, spiccano i risultati positivi per quanto riguarda il numero di lingue parlate, in cui l'Italia ricopre il terzo posto grazie all'elevato numero di minoranze linguistiche presenti sul territorio italiano. Inoltre l'Italia presenta ottimi risultati per quanto riguarda la percentuale di alunni che imparano una lingua straniera fin dalla scuola primaria.

"Imparare una seconda lingua è un'abilità che richiede tempo, dedizione e impegno. I cittadini nati in paesi in cui l'apprendimento delle lingue straniere viene sostenuto a livello nazionale hanno un enorme vantaggio. Questo studio ha lo scopo di rivelare quali paesi si classificano meglio in Europa nell'offrire ai loro cittadini le migliori condizioni per acquisire e perfezionare le loro competenze nelle lingue straniere e di conseguenza migliorare le loro prospettive di sviluppo personale e di carriera" afferma Kirill Bigai, CEO di Preply.

La ricerca rivela che i sottotitoli sono uno dei modi più efficaci per migliorare la memorizzazione delle lingue straniere, fornendo una tripla connessione tra suono, lingua e testo (Talavan, 2006). A differenza del doppiaggio e del voiceover, i sottotitoli richiedono un impegno attivo da parte dello spettatore. I sottotitoli migliorano anche la nostra comprensione fonetica e questo aumenta la nostra capacità di identificare i diversi accenti (Max Planck Institute, 2009). Questo spiega perché diversi paesi, come i Paesi Bassi, la Finlandia e l'Estonia, si posizionano ai primi posti nonostante il numero relativamente basso di bambini che imparano una lingua straniera alla scuola primaria.

Quasi tutti i paesi della top 10 utilizzano i sottotitoli come metodo di traduzione di programmi TV e film stranieri, fatta eccezione per il Lussemburgo, Malta e il Belgio. La Svezia ha il più alto grado di plurilinguismo, seguita dalla Danimarca.

I Paesi Bassi si classificano al sesto posto, con una bassa percentuale di bambini che imparano una lingua straniera nella scuola primaria compensata dall'uso di sottotitoli.

I cittadini del Lussemburgo hanno la più alta padronanza della seconda lingua, seguiti dai cittadini svedesi. Il Belgio si qualifica al nono posto con una bassa percentuale di alunni che imparano una lingua straniera già dalla scuola primaria.

I Paesi Bassi sono al primo posto nella top 10 per l'accesso alla tecnologia, seguiti dalla Danimarca. Cipro occupa il posto più basso nella top 10 per l'accesso alla tecnologia, seguito dalla Slovenia.