Italia si è opposta a riconoscimento europeo Prosek - Patuanelli

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Il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli

ROMA (Reuters) - L'Italia si è formalmente opposta al riconoscimento del marchio croato Prosek come menzione tradizionale da parte della Commissione europea.

Lo ha annunciato il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli in una conferenza stampa, presentando anche il dossier inviato a Bruxelles per difendere le ragioni italiane.

La Croazia aveva chiesto di riconoscere il suo vino fermo già prima dell'adesione all'Unione europea nel 2013. La richiesta non fu accolta ma il Paese balcanico è tornato alla carica ottenendo la pubblicazione della sua domanda sulla Gazzetta Ufficiale Ue il 22 settembre.

L'Italia aveva tempo fino al 21 novembre per presentare le sue ragioni. Lo ha fatto oggi con motivazioni che Patuanelli ha definito "ben solide".

Tra gli argomenti citati, il fatto che la parola "prosek" sarebbe la traduzione di prosecco e che le colline di Conegliano e Valdobbiadene dove si produce il vino italiano sono patrimonio dell'umanità.

Patuanelli ha anche citato un passaggio della cosiddetta sentenza della Corte di Giustizia Ue di inizio settembre.

"Ciò che conta per stabilire se vi sia evocazione di una Denominazione di Origine Protetta è il fatto che il consumatore europeo mediamente avveduto sia indotto ad effettuare un’associazione mentale tra l’elemento controverso riferito al prodotto o al servizio in causa, da un lato, e il prodotto DOP, dall’altro", aveva scritto la Corte.

Patuanelli ha infine chiamato in causa l'Unione europea: "O è in grado di tutelare le Denominazioni di Origine Protetta e le Indicazioni Geografiche Tipiche, oppure quel sistema salta. E la tutela passa da un incremento del sistema di DOP e IGP. Non dal suo detrimento".

Rispondendo ad una domanda di Reuters, il ministro ha anche annunciato che in caso di decisione della Commissione europea sfavorevole all'Italia il governo farà ricorso alla Corte di Giustizia.

"Protesteremo in sede di Consiglio Ue e anche attraverso il presidente del consiglio. Ma io penso che non si arriverà a tanto", ha concluso Patuanelli.

(Francesco Zecchini, in redazione a Roma Francesca Piscioneri)

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