Italia-Slovenia: legame forte, incontro Mattarella – Pahor mercoledì al Quirinale/Adnkronos (3)

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(Adnkronos) – Fu quindi firmato il protocollo di restituzione del Narodni Dom, l'edificio che ospitava le associazioni culturali slovene distrutto dalla violenza nazionalista dello squadrismo fascista nel 1920. Già il 13 luglio del 2010, in occasione del 90/mo anniversario, i Presidenti italiano, Giorgio Napolitano; sloveno, Danilo Turk; croato, Ivo Josipovic, avevano reso omaggio sempre al Narodni Dom e al Monumento all'Esodo in ricordo dei trecentocinquantamila esuli italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, partecipando poi insieme al concerto "Le vie dell'amicizia", eseguito da un'orchestra composta da giovani musicisti italiani, sloveni e croati diretti da Riccardo Muti.

Come si vede una volontà di rimarginare le ferite della storia e di mantenere vivi un'amicizia e un legame tra i popoli, che in questi anni Mattarella e Pahor hanno confermato e rafforzato, saldando un rapporto anche sul piano personale. Il Capo dello Stato, poco dopo la sua elezione, il 22 aprile del 2015 fu in visita ufficiale in Slovenia. Quindi il 24 giugno del 2016 partecipò alle celebrazioni per il 25/mo anniversario dell'indipendenza della Slovenia; il 13 gennaio del 2018 fu ospite di Pahor in occasione della colazione offerta per il rinnovo del suo mandato presidenziale. Il 30 maggio successivo invece il Presidente sloveno fu ricevuto al Quirinale.

Oltre ad altri incontri per la comune presenza a vertici internazionali, di rilievo fu l'appuntamento del 26 ottobre 2016, quando i due Presidenti, in occasione del centenario dell'unione di Gorizia all'Italia, parteciparono alla cerimonia sul tema "L'Europa luogo di superamento dei conflitti". E anche in quell'occasione ci fu spazio per la deposizione di due corone d'alloro sul monumento dedicato ai soldati sloveni caduti sul fronte dell'Isonzo 1915-1917 a Doberdò del Lago, mentre in precedenza Mattarella, al Parco della Rimembranza di Gorizia, aveva reso omaggio al monumento ai caduti della Prima guerra mondiale e al lapidario che ricorda i deportati goriziani.