In Italia una persona su quattro non si è mai fatta controllare udito

Cro-Mpd

Roma, 4 mar. (askanews) - In occasione del World Hearing Day - Giornata Mondiale dell'Udito, MED-EL, leader mondiale nel campo delle soluzioni per l'udito, presenta una nuova ricerca internazionale, per la quale circa 466 milioni di persone a livello globale potrebbero inconsapevolmente soffrire di perdita dell'udito.

Lo studio, condotto su oltre 12.000 intervistati, ha rivelato che quasi un terzo (31%) degli adulti non ha mai effettuato un test dell'udito. Al primo posto c'è la Gran Bretagna con il 47% dei rispondenti che dichiarano di non aver mai fatto nessun controllo. Questo dato è in netto contrasto con quelli della Cina e degli Emirati Arabi Uniti, dove solo il 15% e il 16% rispettivamente non hanno mai fatto il test dell'udito. In generale, rispetto al 2019, il numero di persone che si sottopongono al test dell'udito è diminuito.

Qual è la situazione in Italia? Nel nostro Paese, ben 1 persona su 4 non si è mai fatto controllare l'udito, una percentuale maggiore della media globale. Se dovessero perdere l'udito, la maggiore preoccupazione sarebbe quella di avere difficoltà di comunicazione e la frustrazione che ne deriverebbe (28%); 2 persone su 10 (21%) temono che possa portare all'isolamento sociale. Inoltre, in caso di effettiva difficoltà uditiva, il 20% dei nostri connazionali dichiara di limitarsi semplicemente a sorridere e annuire. Il 45% degli intervistati dichiara di avere un familiare stretto con problema di udito: tuttavia, ben il 42% non si è mai sottoposto al controllo, reputando che non si tratti di una priorità. Si tratta di controlli che, in molti casi, verrebbero effettuati solo se parte di un pacchetto "obbligatorio" di misure di prevenzione.

"Questi dati evidenziano come sia necessario un cambiamento culturale, che promuova la consapevolezza sul tema della diagnosi e dei controlli preventivi, così che si riservi la stessa attenzione che viene rivolta ad altre patologie" ha dichiarato Diego Zanetti, Medico Specialista ORL e Audiologo presso Fondazione IRCCS Ca' Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. "È necessario, inoltre, che l'opinione pubblica comprenda quali sono le problematiche derivanti dalla disabilità uditiva e quali le possibili soluzioni oggi a disposizione. Riuscire a rilevare tempestivamente e con una valutazione puntuale eventuali problemi di udito ad uno stadio iniziale è fondamentale e consente di trovare la soluzione più idonea alle caratteristiche del singolo paziente", ha sottolineato.

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