Italia vecchia e fragile, ruolo centrale degli homecar provider -3-

red/cro

Roma, 5 nov. (askanews) - In ambito sanitario, le imprese impegnano oltre un migliaio di addetti (il totale del comparto, incluso il settore industriale, arriva a circa 5.000 addetti tra cui infermieri, dipendenti, fisioterapisti, personale sanitario e OSS) e gestiscono 384mila pazienti l'anno, operando nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale in coordinamento con ASL, ospedali, medici di medicina generale e specialisti. Ci sono in questo ambito delle criticità da affrontare, tra le quali la complessità e la frammentazione del sistema delle cure domiciliari nel nostro Paese. "Ogni paziente - spiega Filippo Lintas, Presidente della Gruppo Gas Medicinali e Servizi di Assistenza Domiciliari di Assogastecnici - specialmente quello complesso, e? assistito da un insieme di fornitori diversi, che vengono selezionati attraverso gare d'appalto indette per ogni singolo aspetto dell'assistenza. L'onere dell'integrazione dei diversi servizi ricade quindi interamente sul paziente o sul suo caregiver, cioè chi se ne prende cura. Complesso, perché le numerose gare d'appalto (una per ogni servizio reso alla stessa persona) indette da centrali d'acquisto diverse tra loro, rendono altamente complessa la gestione delle cure domiciliari e il coordinamento tra i vari aspetti ad esse correlati, anche da parte del Servizio Sanitario Nazionale, con la conseguenza che il modello non è 'cucito' sui bisogni terapeutici del paziente. È un sistema iniquo perché i LEA, Livelli Essenziali di Assistenza, forniscono una cornice di riferimento in termini generici: spetta a Regioni ed enti sanitari territoriali l'implementazione e l'erogazione concreta dei servizi domiciliari. Le diverse tempistiche di applicazione, unite al mancato coordinamento sull'offerta da garantire e alle differenze di budget esistenti tra i diversi enti, hanno generato diseguaglianze per cui a molti pazienti non vengono garantiti adeguati servizi domiciliari e questo in base alla loro area geografica di residenza. Di conseguenza, avendo noi come Homecare provider una visione privilegiata ci sentiamo in obbligo di intervenire affinché queste diseguaglianze vengano superate con un modello di presa in carico che sia omogeno efficiente ed efficaci." Per gli operatori la soluzione passa per un riconoscimento e una definizione del ruolo degli Homecare Provider per una semplificazione della presa in carico, che per pazienti e caregivers è gravata dal fatto di non avere un interlocutore unico, ma è più difficile proprio per la complessità di attori coinvolti anche per i centri ospedalieri o i medici di medicina generale.