Italia, verso Euro 2020: la stella azzurra, alla scoperta di Ciro Immobile

Marco Deiana

La stella dell'Italia a Euro 2020 non può che essere lui, Ciro Immobile. Il bomber della ​Lazio, nonché attuale capocannoniere della Serie A, sta vivendo una stagione di grazia condita da una serie di gol che stanno trascinando la squadra biancoceleste verso obiettivi impensabili ad inizio stagione. Sì, parliamo dello Scudetto. I numeri del classe '90 lo portano di diritto tra i punti fermi della Nazionale allenata da Roberto Mancini. Per Immobile è l'ultima occasione per la consacrazione a livello internazionale. 


Scopriamo meglio il bomber che guiderà l'attacco degli azzurri a Euro 2020.

La carriera di Ciro Immobile

Ciro Immobile

Cresciuto nelle giovanili della Juventus (maglia con la quale ha esordito nella massima divisione italiana), prima di farsi conoscere al calcio italiano nell'esperienza in Serie B con il Pescara di Zdenek Zeman (per dire, quello con Verratti e Insigne che conquistò la promozione in Serie A) ha vestito le maglie di Siena e Grosseto senza grandi soddisfazioni. Poi il trasferimento in Abruzzo nell'estate 2011 e l'esplosione: 28 gol in 37 gare nella serie cadetta. Un anno dopo si ritrova a vestire la maglia del Genoa ma sembra soffrire il salto dalla Serie B alla Serie A: chiude la stagione con soli 5 gol in campionato. Nuovo giro e nuova corsa. 


Nell'estate 2013 passa al Torino e qui torna al gol con continuità, chiudendo l'anno con 22 gol in Serie A. Numeri e prestazioni che non passano inosservate. Dopo appena una stagione si sfila la maglia granata e vola in Germania dove raccoglie l'eredità di Lewandowski al Borussia Dortmund: l'avventura in terra tedesca dura appena un anno. Fatica in Bundesliga (3 gol in 24 presenze) ma si esalta nella Coppa Nazionale (3 gol in 3 partite) e in Champions League (4 gol in 6 partite). Nell'estate 2015 il passaggio al Siviglia. In Spagna vive una delle sue peggiori esperienze da professionista tanto da lasciare il club dopo appena sei mesi con il magro bottino di 4 gol in 15 presenze tra tutte le competizioni. 


Torna in prestito a Torino, sempre sponda granata, dove chiude la stagione con cinque reti. Un bottino magro che non spaventa la Lazio. Nell'estate 2016 Ciro Immobile sbarca nella Capitale per circa 9 milioni di euro (bonus compresi). Finalmente trova continuità. Mette le radici a Roma e quella attuale è la quarta stagione di fila con la maglia biancoceleste: non segna mai meno di 15 gol in Serie A (toccando quota 29 gol, solo in campionato, nella stagione 2017-18). Diventa punto fermo e leader della Lazio di Simone Inzaghi e dopo una carriera da vagabondo, si ferma definitivamente nella Capitale.

Le caratteristiche di Ciro Immobile

Ciro Immobile

Freddo sotto porta e abile a muoversi lungo tutto il fronte offensivo, giocando soprattutto in profondità sul filo del fuorigioco, anche se non è raro vederlo partecipare al palleggio della squadra. Ciro Immobile si sacrifica per la squadra e anche se non è dotato di una grande tecnica individuale, è abile nel dribbling secco e stretto.


Giocatore di corsa e esplosività. Pecca un po' in personalità che non gli hanno permesso di consacrarsi a livello internazionale, sia nei club (Borussia Dortmund e Siviglia) che in Nazionale. Ha trovato il suo habitat naturale nella Lazio, dove è leader e trascinatore.

Il rapporto con la maglia dell'Italia

Roberto Mancini,Ciro Immobile

I numeri di Ciro Immobile con la Nazionale non sono esaltanti: 39 presenze e appena 10 gol. Oltretutto sei di questi sono stati realizzati nelle Qualificazioni al Mondiale di Russia 2018, diventando capocannoniere del Girone G. Le sue reti non sono bastate a vincere il girone (chiuso dietro la Spagna) e a qualificarci al torneo (eliminati ai playoff dalla Svezia).


Ha fatto parte di ben quattro cicli azzurri. Convocato per la prima volta da Cesare Prandelli, ha esordito nel marzo 2014 in amichevole e qualche mese più tardi ha fatto parte della spedizione italiana a Mondiale 2014. Poi è stato presente durante la gestione Antonio Conte: partito titolare in coppia con Zaza, si è ritrovato prima riserva della coppia formata da Eder e Pellè a Euro 2016.


La terza era è quella di Gian Piero Ventura, raccontata poco sopra. Spietato durante la fase di qualificazione a Russia 2018, non incide nei playoff e l'Italia dopo 60 anni manca l'accesso ad un Mondiale. Infine il ciclo Mancini: l'attuale Commissario Tecnico affida a lui e Belotti le chiavi dell'attacco. Immobile e l'amico granata si alternano come centravanti nel tridente italiano e nelle qualificazioni a Euro 2020 realizza 3 gol in 4 partite.