Italia Viva, arrivano deputata Rostan da Leu e senatore Cerno dal PD

Tommaso Cerno e Michela Rostan

Importanti novità per il partito di Renzi, Italia Viva, che vede l’approdo del senatore Tommaso Cerno dal Pd e della deputata Michela Rostan da Leu. Un passaggio senz’ombra di dubbio importante, soprattutto considerando i numeri della maggioranza e i rapporti non proprio idilliaci con gli altri partiti del governo Conte 2.

Rostan e Cerno aderiscono a Italia Viva

L’ex condirettore di Repubblica e direttore de L’Espresso, Tommaso Cerno, ha deciso di lasciare il gruppo del Partito Democratico definendo “prescritta” la sua appartenenza, sottolineando la presenza di un progetto che non “corrisponde alla mia visione del Paese di domani”. Rumors in merito ad una possibile adesione di Cerno ad Italia Viva circolavano già da metà settembre, quando il partito di Matteo Renzi è nato. Lo stesso giornalista, però, era prontamente intervenute ad allontanare tali voci affermando: “Adesso che i democratici sono venuti verso chi come me pensava da tempo che il futuro della sinistra fosse generare un big bang fra progressisti e Movimento 5 Stelle per creare un fronte democratico che impedisse alle destre di riportare il paese indietro di 70 anni, sarebbe alquanto strano togliermi di mezzo per cercare un centro che per me esiste solo nel culto della libertà e della modernità”.

Circa cinque mesi dopo, però, il suo passaggio ad Italia Viva è diventato realtà, con Cerno che motivato la sua scelta affermando: “Trovo che il progetto politico delle correnti Pd – Zingaretti, Franceschini, Bettini – di progettare un’Italia proporzionale dove i governi e i processi durano in eterno non corrisponde alla mia visione del paese di domani”. Per poi aggiungere, rivolgendosi a Renzi: “Credo sia ancora possibile ambire a una legislatura riformista che preveda l’elezione diretta e ridia ai cittadini la scelta autentica riguardo a chi guiderà il Paese. Invito Renzi a chiarire la posizione su questo punto”.

Per quanto riguarda la deputata Michela Rostan, invece, ricordiamo che ha annunciato il suo passaggio al suo ex gruppo lo scorso venerdì motivando tale decisione con la “difficoltà ormai manifesta di affrontare battaglie politiche che considero importanti, in totale solitudine”. In particolare sono due le battaglie descritte da Rostan: “l’impegno per consentire il rinnovo per i farmaci che combattono l’epatite C di restare nel Fondo per gli innovativi per qualche mese ancora dopo la scadenza prevista in aprile”. Una scelta, a suo avviso, “avversata per interessi economici dall’Aifa”. Mentre la seconda “sconfitta” è arrivata secondo la deputata sulla legge per il contrasto alle violenze su medici e personale sanitario in servizio”.