Italia Viva continua a provocare M5S: raffica di emendamenti al Decreto fiscale

Claudio Paudice
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Ormai è il marchio di fabbrica del partito: scagliarsi contro i provvedimenti che ha contribuito ad approvare collegialmente in Consiglio dei ministri. Sono circa mille (ma potrebbero calare a 700) le proposte di modifica al decreto fiscale depositate in Commissione Finanze alla Camera, ma quelli che fanno più rumore arrivano - consuetudine - da Italia Viva. Dopo le battaglie già annunciate alla plastic tax e all’aumento del prelievo sulle auto aziendali previsti dalla manovra, il primo passo formale delle truppe parlamentari di Matteo Renzi è sul decreto collegato. Una raffica di emendamenti che puntano prima di tutto alla reintroduzione dello scudo penale per ArcelorMittal, che pure a fine ottobre Italia Viva aveva contribuito a cancellare insieme alle altre forze di maggioranza votando il Dl imprese. 

Mossa largamente preparata dal leader di Italia Viva e accompagnata da quelle analoghe delle opposizioni. Pur trattandosi, tuttavia, di proposte tardive e dalla dubbia efficacia dal momento che la multinazionale dell’acciaio ha già fatto intendere che un nuovo scudo non risolverà di certo la vertenza - ci sono richieste per cinquemila esuberi, sconto sul prezzo e i problemi giudiziari sull’Altoforno2. E Mittal d’altro canto sta procedendo spedita verso la chiusura degli impianti, diminuendo le colate, chiudendo le linee e presentando in giornata l’atto di recesso dal contratto. Non solo: l’ex Ilva ha poco a che fare con le questioni fiscali trattate dal decreto, per questo viene fatto rilevare in ambienti della Commissione che gli emendamenti sono passibili di inammissibilità per estraneità della materia. L’obiettivo, però, è forse un altro: quello di mettere in difficoltà l’alleato grillino che ancora oggi non ha trovato una intesa al suo interno sull’immunità penale.

Poco importa. Italia Viva porta avanti la sua personale sfida al governo di cui fa parte presentando altri emendamenti pesanti al decreto fiscale. Via quindi, è uno...

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