Italia Viva, parla Silvia Vono: “Potrebbero arrivarne altri dal M5s”

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Intervistata dai microfoni di Radio Cusano Campus, la senatrice di Italia Viva Silvia Vono racconta del suo recente abbandono del Movimento 5 Stelle per unirsi alla nuova formazione di Matteo Renzi. La parlamentare spiega infatti come ad oggi nel Movimento non sia più possibile esprimere le proprie idee, avanzando inoltre l’ipotesi che in molti tra i pentastellati starebbero valutando di seguirla nel partito dell’ex sindaco di Firenze.

Italia Viva, parla Silvia Vono

Nel corso dell’intervista, la senatrice ha infatti suggerito come molti parlamentari grillini siano delusi dalle dinamiche politiche che il Movimento attua nei confronti dei suoi militanti: “È possibile che altri del M5S mi seguano. Se usciranno dalla logica in cui sono irretiti e capiranno cos’è la libertà e la democrazia. Penso che molti ci stiano riflettendo. È necessario avere dei leader al comando, ma che ti permettano di mettere in campo le proprie idee. Sono stata insultata sui social, ma questo rientra nel sistema, nel metodo di denigrare le persone. Credo che gli insulti personali qualifichino i grandi rappresentanti del M5S che hanno preferito farlo da dietro una tastiera”.

Silvia Vono aggiunge inoltre di aver già avuto un colloquio con Matteo Renzi. La parlamentare ha specificato di aver trovato in Italia Viva il pluralismo privo di pregiudizi che mancava nel M5s: “Se ho parlato con Renzi? Sì ho avuto un colloquio personale con lui e una riunione con il nuovo gruppo parlamentare che è stata per me una rinascita perché c’è stata libertà di esprimere le proprie idee e anche di ridere e scherzare. Renzi mi ha accolto benissimo, non mi ha fatto nessuna battuta sulla mia provenienza politica”.

La penale di 100mila euro

Proprio in merito all’abbandono di Silvia Vono, lo scorso 26 settembre il capo politico del M5s Luigi Di Maio aveva ribadito la sua volontà di chiedere alla senatrice un risarcimento di 100mila euro. Cioè la misura prevista dallo statuto del M5s nei casi in cui si cambi gruppo parlamentare durante il mandato: “Lasciatemi dire che queste pratiche non fanno bene al nostro paese. Credo che tutti i cittadini convengano con me che ci sia bisogno di una stretta e l’introduzione di un vincolo di mandato è il minimo che possiamo fare per l’Italia, perché non è un bello spettacolo. Ad ogni modo io avvierò la procedura prevista dal Movimento 5 Stelle per chi passa in altri gruppi e chiederò il risarcimento di 100mila euro come abbiamo fatto in passato anche per altri”.