Italia Viva si intesta la battaglia sulle tasse per uscire dal cono d'ombra dell'inchiesta su Open

Gabriella Cerami
TEATRO DEI RAGAZZI, TURIN, ITALY - 2019/11/15: Matteo Renzi, leader of Italia Viva political party, speaks on stage during 'Shock!' meeting. 'Shock!' is a meeting organized by the political party Italia Viva to discuss how to improve Italian economy. (Photo by Nicolò Campo/LightRocket via Getty Images)

I sondaggi li hanno inchiodati al 5% e l’asticella non sembra smuoversi in nessun modo. Perfino il partito di Carlo Calenda, visto come fumo negli occhi da Matteo Renzi, sta mostrando margini di crescita. Italia Viva no. C’è questo dietro la strategia messa in atto dall’ex premier. Strategia che prevede distinzione sempre e comunque, movimentismo, protagonismo fino ad attaccare su tutto, comprese le microtasse previste nelle manovra. Questo iperattivismo nei confronti del governo è anche un modo per sovrastare mediaticamente tutti i rimbalzi dell’inchiesta sulla fondazione Open, che stanno squassando il mondo renziano.

E così, alla ricerca di centralità, nelle tensioni tra M5s e Pd si è inserita Italia Viva. In che modo? I senatori renziani hanno abbandonato i lavori della commissione e presentato dei subemendamenti al maxiemendamento sulla manovra con l’obiettivo di azzerare le nuove tasse (plastic tax, sugar tax e stretta sulle auto aziendali). A questo punto ieri sera si è riunito un vertice di maggioranza presieduto dal premier prima del quale il leader di Italia Viva ha parlato del 50% di possibilità di tornare al voto.

L’escalation dei toni è appena iniziata. La riunione è ricominciata questa mattina e i presupposti con i quali Italia Viva si è presentata al tavolo sono i seguenti. Entrando a Palazzo Chigi, il vicecapogruppo Luigi Marattin esordisce: “Il Pd ha una visione sovietica dell’economia”. Toni non certo distensivi. Anzi, sono sempre più perché vorrebbero distogliere l’attenzione dall’inchiesta sulla fondazione Open e da un altro caso giudiziario che si è aperto nel tardo pomeriggio.

Giusy Occhionero, deputata di Italia Viva, ha ricevuto un avviso di garanzia e un invito a comparire dai pm che l’accusano di falso in concorso. Avrebbe presentato il Radicale, Antonello Nicosia, fino ad allora conosciuto solo telefonicamente, per suo assistente parlamentare, consentendogli di entrare con lei nelle carceri senza...

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