Italia Viva spinge per il rimpasto

Gabriella Cerami
·Politics reporter, L'Huffington post
·2 minuto per la lettura
ROME, ITALY - SEPTEMBER 22: Matteo Renzi leader of Italia Viva speaks to the media after the results of the constitutional referendum and Regional election, on September 22, 2020 in Rome, Italy. On Sunday 20 and Monday 21 Italians voted in the constitutional referendum to approve a law to reduce the number of MPs in parliament, from 630 to 400 in the Chamber of Deputies and from 315 to 200 in the Senate. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - SEPTEMBER 22: Matteo Renzi leader of Italia Viva speaks to the media after the results of the constitutional referendum and Regional election, on September 22, 2020 in Rome, Italy. On Sunday 20 and Monday 21 Italians voted in the constitutional referendum to approve a law to reduce the number of MPs in parliament, from 630 to 400 in the Chamber of Deputies and from 315 to 200 in the Senate. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

La chiamano verifica di governo o chiarimento, in realtà la vicenda va letta come “voglia di rimpasto”. L’occasione è data dall’esame di una proposta di legge. Quella sul voto ai 18 anni per il Senato. Ma è solo il pretesto per far saltare i nervi nella maggioranza e provare a raggiungere l’obiettivo: rivedere la squadra di governo. Italia Viva lancia l’ennesimo segnale a Nicola Zingaretti e a Luigi Di Maio. Minaccia di non votare il provvedimento e poi chiede e ne ottiene, inevitabilmente, il rinvio. Si tratta di un trucchetto parlamentare che ha sullo sfondo Matteo Renzi, il quale vorrebbe che il segretario del Pd entrasse nell’esecutivo così da dare il via a un rimpasto strutturato che dovrebbe coinvolgere anche l’ex vicepremier grillino. Adesso il pressing si fa più insistente ed è fatto di mine sulla strada dei voti in Aula e di sgambetti. Le riunioni interne al partito e i contatti con il Pd e il Movimento 5 Stelle si intensificano.

“Il testo va esaminato nell’ambito di una riforma complessiva, serve un momento di riflessione”, dice la capogruppo di Italia Viva Maria Elena Boschi durante l’incontro gli altri capigruppo per decidere l’agenda della Camera. Ma la riflessione chiesta da Italia Viva va ben oltre il testo in sé.

La maggioranza si mobilita. Il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio convoca subito una riunione con i deputati. Fa la voce grossa: “Ci auguriamo un chiarimento ai massimi livelli promosso dal presidente del Consiglio”. E poi ancora: “Vogliamo la garanzia e vogliamo che la dia un vertice con Conte, perché i patti siano rispettati. Non si scherza sulla Costituzione e sul patto fondativo della coalizione, ne va della nostra credibilità”. Interviene anche il vicesegretario Andrea Orlando: “Questo costituisce un fatto politico di cui si deve far carico tutta la maggioranza a partire da chi la guida, che deve provocare l’occasione di un momento di chiarimento perché ciò che è avvenuto oggi non si ripeta”.

A questo tipo di chiarimento voleva arrivare Italia Viva. Tanto che nel Movimento 5 Stelle, in questo caos di dichiarazioni, c’è chi sospetta che i due partiti stiano giocando insieme. Poco dopo ecco il capogruppo renziano al Senato Davide Faraone: “Ci associamo alle parole di Delrio e Orlando. Serve un chiarimento politico con Conte. Noi ci siamo”.

I grillini sono sospettosi. Lo dice chiaramente il vice capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi: “Non possiamo accettare che, il tema del voto al Senato ai 18enni, venga usato come mezzo di ricatto politico sulle spalle delle giovani generazioni”. Ora la palla passa a Conte che non può fare a meno di convocare i leader del partiti e i capi delegazione.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.