Italiana la prima edizione di 'Julie', inedito di Don Robertson

webinfo@adnkronos.com

Sarà pubblicato in Italia per la prima volta in assoluto nel mondo, a ottobre, da Nutrimenti nella collana Greenwich, con la traduzione e una postfazione di Nicola Manuppelli, l'inedito di Don Robertson (1929-1999) 'Julie'. "È dalle lunghe chiacchierate via e-mail con Sherri Robertson, la moglie di Don, che è saltata fuori l’esistenza di un romanzo inedito, mai pubblicato nemmeno negli Stati Uniti, e intitolato Julie. 170 pagine battute a macchina che mi sono arrivate per posta una mattina di qualche mese fa, alcune con le tracce di una tazza di caffè, altre corrette a mano, così come anche molti dei numeri delle pagine erano segnati a mano", racconta nella postfazione Nicola Manuppelli, scrittore e traduttore con vasta esperienza, e passione, per gli autori americani e irlandesi, che del romanzo ha curato la traduzione. 

"La Julie del titolo è ovviamente, per chi ha frequentato un po’ l’opera di Don, Julie Sutton, personaggio che fa capolino in altre opere dello scrittore, per esempio nella trilogia di Morris Bird (uscita fra il 1965 e il 1970, e di prossima pubblicazione in Italia), e poi ancora in Harv (’85) e Barb (’88)", spiega Manuppelli, aggiungendo che "'Julie' potrebbe risalire al 1989, prima dell’ulteriore aggravarsi della salute di Don, forse all’epoca della stesura di Barb o, ancora prima, Harv. Tuttavia, cosa rara nella produzione di Don, e fatto eccezionale per la sua mostruosa memoria, ci sono alcuni errori di datazione nella storia (uno in particolare, riguarda la morte di Elvis Presley, datata ’74 e non ’77) che possono fare sospettare che il libro sia un’opera successiva al 1989. Ma Julie è una piccola gemma, che contiene come al solito un affresco della storia americana, attraverso la quale ci muoviamo velocemente di anno in anno e che ci porta dalla Grande Depressione alla liberazione sessuale, e a frasi di bellezza abbacinante come quando la protagonista dice: 'Io amo più di quanto mi ricordi davvero di avere amato'".  

La Julie di Robertson, autore fra l'atro di 'L’uomo autentico', 'L’ultima stagione' e 'Paradise Falls', attraversa quarant’anni di storia degli Stati Uniti. Il romanzo costituisce insomma un altro tassello della mappa della storia americana di Don Robertson, uno dei più ambiziosi progetti della letteratura statunitense. Julie Sutton, protagonista e voce narrante, è legata a un personaggio già presente in 'Paradise Falls', Morris Bird. È un’aspirante pianista, e la sua passione per la musica permea il racconto di quarant’anni di vita. Alle vicende personali si intrecciano le esistenze di vari personaggi conosciuti in altri romanzi di Robertson e, sullo sfondo, la guerra di Corea e tutto ciò che l’ha preceduta e seguita. Un racconto al femminile che parte dagli anni Trenta e arriva fino ai Settanta, in una sorta di raccordo tra le opere più importanti dell’autore americano, appunto 'Paradise Falls' e 'L’ultima stagione'.  

Don Robertson, nativo di Cleveland (Ohio), autore di diciotto libri, ha goduto per più di un decennio di un grande successo in America, al punto che uno dei suoi romanzi, 'The Greatest Thing That Almost Happened', divenne un film per la televisione nel 1977. All’attività di scrittore, che gli valse il Putnam Award e il Cleveland Arts Prize for Literature, ha sempre affiancato il lavoro di giornalista. Senza mai smettere di scrivere, si è allontanato progressivamente dall’ambiente letterario, anche a causa di gravi problemi di salute, fino a venirne dimenticato. Nutrimenti ha finora pubblicato 'L’uomo autentico' (2016, con l’introduzione di Stephen King), 'L’ultima stagione' (2017) e i due volumi del romanzo-epopea 'Paradise Falls' (2018 e 2019). "Venne dimenticato. Ma era un magnifico storyteller, uno dei migliori che l’America abbia mai avuto. Il Raffaello dell’Ohio", afferma Manuppelli che conclude la sua postfazione scrivendo: "E con questo inedito, 'Julie', con la risata, il sarcasmo, la tragedia, la voce gracchiante, folle, coraggiosa e dissacrante di Julie Sutton, oggi Don in qualche modo è tornato".