Italiani all'estero freddi nel voto su taglio eletti: solo due sì

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Roma, 8 ott. (askanews) - Un po' protesta, un po' silenziosa presa di distanze: la riforma costituzionale che taglia i parlamentari di Camera e Senato ridurrà anche la rappresentanza degli eletti all'estero. E i deputati interessati hanno risposto, nella votazione finale, la quarta lettura passata alla Camera, con grande freddezza. Su dodici rappresentanti delle comunità dei connazionali nel mondo, hanno votato a favore solo Simone Billi (eletto nella ripartizione Europa col centrodestra e iscritto al gruppo della Lega) ed Elisa Siragusa del M5S, che pure ha espresso, nella discussione generale di lunedì, qualche riserva sulle "criticità" derivanti dalla riforma. Non a caso, si tratta dei due gruppi con la maggiore tensione sulla disciplina interna.

Gli altri dieci si sono divisi fra chi ha votato no (Fausto Longo, gruppo misto ma non iscritto ad alcuna componente) e Alessandro Fusacchia, (+Europa-misto), l'astenuta Angela Schirò del Pd e la maggioranza che è risultata assente o ha preferito non partecipare al voto: Massimo Ungaro e Nicola Carè di Italia viva, Eugenio Sangregorio (Misto-Usei), Mario Alejandro Borghese (misto), Fucsia Fitzgerald Nissoli di Forza Italia, Francesca La Marca del Pd.