Italiani all’estero, Fdi presenta ddl per il voto elettronico

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Roma, 29 lug. (askanews) - Fratelli d'Italia ha presentato questa mattina al Senato il disegno di legge per l'istituzione del voto elettronico per gli italiani all'estero. Si tratta di una normativa di tre articoli che prevede questa modalità di voto solo ed esclusivamente per i 6 milioni di cittadini italiani residenti all'estero.

"Si tratta di una tema che non può più essere rinviato, anche in considerazione dell'assenza nella politica italiana degli ultimi anni nei confronti delle problematiche che vivono i nostri connazionali fuori dei confini della madrepatria", ha spiegato il capogruppo al Senato di FdI, Luca Ciriani.

Secondo il senatore Patrizio la Pietra, estensore del ddl, "questo provvedimento non è un atto isolato ma è frutto di un lavoro portato avanti da Fratelli d'Italia di attenzione alle nostre comunità che vivono all'estero fatta di interrogazioni ed emendamenti, l'ultimo dei quali ha consentito ai medici venezuelani di poter venire ad esercitare in Italia durante la pandemia. Si tratta dell'introduzione del voto elettronico che riguarda esclusivamente i nostri connazionali all'estero e che vuole dare una risposta definitiva ai problemi del voto per corrispondenza che non si è dimostrato adeguato. Il voto degli italiani all'estero - ha sottolineato La Pietra - è stato spesso caratterizzato da situazioni fuori luogo, anche illegali. Noi vogliamo garantire la qualità del loro voto", un sistema "che rispetti effettivamente la loro volontà", anche perché "ci sono tanti paesi in cui il voto tradizionale" per corrispondenza "è diventato praticamente impossibile".

Per il responsabile nazionale del Dipartimento di FdI per gli italiani all'estero, Roberto Menia, "la battaglia per la concessione del voto per gli italiani all'estero compie vent'anni ed è stata il coronamento dell'impegno portato allora avanti da Mirko Tremaglia. A distanza da quel periodo, la legge riteniamo debba essere sottoposta ad una revisione a cominciare dalla modalità di voto. Quello per corrispondenza ha dimostrato tutta la sua fallacità soprattutto per i costi e per i brogli evidenti che si sono verificati che hanno portato nel nostro Parlamento personaggi non all'altezza di ricoprire il ruolo di rappresentanza loro delegato. La riduzione del numero dei parlamentari con l'ultima modifica costituzionale ha portato alla riduzione del numero dei parlamentari eletti all'estero da 12 deputati e 6 senatori a 8 deputati e 4 senatori. Con i sistemi di controllo che la modalità elettronica oggi consente sarà finalmente possibile far espletare un voto regolare ma soprattutto ampiamente partecipato, viste le defezioni al voto che il sistema cartaceo per corrispondenza ha provocato".

"Il sistema di voto attuale per gli italiani all'estero - ha affermato il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa - è ampiamente superato e non garantisce la segretezza del voto, sono molto buono nel dire queste cose, nel non calcare i toni... La tecnologia consentirà finalmente di poter dare un'adeguata rappresentanza ai nostri connazionali che vivono lontano dall'Italia".

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