Italiani estero, Migrantes (Cei): Italia perde 0,5% residenti in un anno

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Roma, 8 nov. (askanews) - Al 1° gennaio 2022 i cittadini italiani iscritti all'AIRE sono 5.806.068, il 9,8% degli oltre 58,9 milioni di italiani residenti in Italia. Mentre l'Italia ha perso in un anno lo 0,5% di popolazione residente (-1,1% dal 2020), all'estero è cresciuta negli ultimi 12 mesi del 2,7% che diventa il 5,8% dal 2020. In valore assoluto si tratta di quasi 154 mila nuove iscrizioni all'estero contro gli oltre 274 mila residenti "persi" in Italia. Queste le stime del Rapporto "Italiani all'estero" redatto dalla Fondazione Migrantes della Cei.

Non c'è nessuna eccezione: tutte le regioni italiane, si legge nel Rapporto, perdono residenti aumentando, però, la loro presenza all'estero. La crescita, in generale, dell'Italia residente nel mondo è stata, nell'ultimo anno, più contenuta, sia in valore assoluto che in termini percentuali, rispetto agli anni precedenti.

Il 48,2% degli oltre 5,8 milioni di cittadini italiani residenti all'estero, riferisce lo studio di Migrantes, è donna (2,8 milioni circa in valore assoluto). Si tratta, soprattutto, di celibi/nubili (57,9%) o coniugati (35,6%). I divorziati (2,7%) hanno superato i vedovi (2,2%). Da qualche anno si registrano anche le unioni civili (circa 3 mila). I dati sul tempo di residenza all'estero indicano che il revival delle partenze degli italiani non è recentissimo, ma risale alla profonda crisi vissuta nel 2008-2009 dal nostro Paese. Infatti, il 50,3% dei cittadini oggi iscritti all'AIRE lo è da oltre 15 anni e "solo" il 19,7% è iscritto da meno di 5 anni. Il resto si divide tra chi è all'estero da più di 5 anni ma meno di 10 (16,1%), e chi lo è da più di 10 anni ma meno di 15 (14,3%).

Gli italiani nati all'estero, invece, sono aumentati dal 2006 del 167,0% (in valore assoluto sono, oggi, 2.321.402; erano 869 mila nel 2006). Si tratta di italiani che restituiscono un volto ancora più composito del nostro Paese rendendolo interculturale e sempre più transnazionale, composto cioè da italiani che hanno origini diverse (nati e/o cresciuti in paesi lontani dall'Italia o nati in Italia in famiglie arrivate da luoghi lontani) e che si muovono con agilità tra (almeno) due paesi, parlando più lingue, abitando più culture.