15 contagiati in Lombardia

Ospedale di Codogno in cui è ricoverato l'uomo che ha contratto il Coronavirus, Pronto soccorso chiuso (Photo: )

L’emergenza coronavirus esplode in Lombardia. Sono in tutto 15 i contagi, colpiti anche cinque medici. In mattinata i casi registrati erano 6.

A far scattare l’allarme è stato il ricovero di un 38enne all’ospedale di Codogno, in provincia di Lodi, risultato positivo al test per il coronavirus. L’uomo, un dipendente della Unilever di Lodi, è ricoverato in terapia intensiva e versa in gravi condizioni. Tra i contagiati c’è anche sua moglie, un’insegnante incinta all’ottavo mese, e un conoscente con cui il 38enne condivideva attività sportive.

A loro tre si sono aggiunte - ha spiegato Gallera - tre persone, e su cui un primo test è risultato positivo. Si tratta di clienti di un bar di Castiglione d’Adda, tutti pensionati tra i 70 e gli 80 anni.

Nel pomeriggio, poi la notizie dell’aumento dei casi: “Rispetto ai tamponi compiuti in queste ore da un lato ci sono evidenze negative, ma dall’altro abbiamo individuato altre 8 positività di cui 5 operatori sanitari, infermieri e medici dell’ospedale di Codogno e tre pazienti”, ha detto nella conferenza stampa del pomeriggio l’assessore al Welfare Giulio Gallera.

Il 38enne - il cui nome di battesimo è Mattia e le iniziali M.Y.M - è in condizioni gravi, e il suo ricovero a Codogno ha provocato la chiusura del pronto soccorso e di tutti gli ambulatori e una serie di accertamenti diagnostici su tutti i pazienti e il personale. Nei giorni scorsi, Mattia aveva frequentato un corso di pronto soccorso e aveva giocato una partita a calcetto. Il 15 febbraio si era presentato al Pronto Soccorso lamentando sintomi respiratori, ma è stato rimandato a casa. Poi l’aggravamento repentino e il nuovo ricovero, dove è finalmente emersa la circostanza dell’incontro con un collega di ritorno dalla Cina, il presunto ‘paziente indice’ che però al momento è risultato negativo al coronavirus. Si tratta di un manager dell’azienda Mae di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza).

″È un manager della Mae Shanghai ed è rientrato il 21 di gennaio dalla Cina assieme ad altre due persone che abbiamo fatto rientrare proprio a causa della situazione venutasi a creare nel Paese. Ma non ha mai avuto problemi, non ha mai manifestato sintomi di alcun genere. È sempre stato bene”, ha dichiarato all’Adnkronos Marco Rovellini, presidente di Mae Spa.

La moglie del 38enne ricoverato è incinta di 8 mesi e già da diverse settimane non andava a scuola perché in congedo maternità. Le sue condizioni sono buone. E ora partono le misure precauzionali per tutti i (numerosi) possibili contatti dei contagiati. Sono circa 250 le persone che “stiamo mettendo in isolamento effettuando il tampone”, ha spiegato Gallera.

Dai primi test risultano esserci altri casi in Veneto. Si tratterebbe di due pensionati settantenni di un paesino dei colli Euganei: “L’ho saputo dal direttore dell’azienda Usl 6 di Padova, Scibetta, mezzora fa - afferma - Mi ha comunicato la positività ai test dei miei due concittadini e l’attivazione a Padova dell’Unità di crisi”. I due, che hanno in comune la frequentazione di due locali pubblici a Vò Euganeo, vivono entrambi con familiari. Sono ricoverati in isolamento all’ospedale di Schiavonia, vicino ad Este. “Per noi le analisi sono positive,
stiamo aspettando la conferma dallo Spallanzani, ho parlato più volte con Borrelli oggi pomeriggio”. Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, giungendo a Padova nella sede dell’Ulss 6 Euganea dopo la notizia dei due veneti positivi al Coronavirus. Zaia ha confermato che “sono due cittadini di Vò Euganeo, uno del ’42 e uno del ’53, uno in condizioni critiche in terapia intensiva”.

 

Per tutti scatterà la quarantena di 14 giorni, come stabilito dal ministero in un’ordinanza che prevede “misure di isolamento quarantenario obbligatorio per i contatti stretti con un caso risultato positivo”. In particolare, il ministro Speranza, partito per Milano con il viceministro Pierpaolo Sileri e il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, ha disposto “la sorveglianza attiva con permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato nelle aree a rischio negli ultimi 14 giorni con obbligo di segnalazione da parte del soggetto interessato alle autorità sanitarie locali”.

L’assessore al Welfare della Lombardia ha invitato i cittadini di Castiglione d’Adda, Codogno e Casalpustergo, a scopo precauzionale, a rimanere a casa “in quarentena volontaria” e ha chiarito che sono già stati effettuati tutti gli accertamenti diagnostici necessari sull’intero staff medico e sanitario dell’ospedale di Codogno.

“Ora bisogna capire esattamente quale sia stata la fonte di infezione”, ha spiegato all’AGI Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pavia, commentando i contagi avvenuti in Lombardia. “Il principale ‘indiziato’ dell’uomo contagiato è il collega che però al momento sta bene e quindi bisogna verificare se sia stato uno di quei casi poco sintomatici in grado comunque di trasmettere l’infezione”, spiega l’esperto che invita a non farsi prendere dal panico.

“Le ultime notizie mi portano a ripetere per l’ennesima volta l’unica cosa importante. Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni. Spero che i politici lo capiscano perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili”, è l’appello che è tornato a lanciare il virologo Roberto Burioni.

“Il nuovo SarsCoV2 è ora presente anche in Italia e la fase nuova è segnata dalla presenza di casi di trasmissione secondaria dell’infezione”. Queste le parole di Walter Ricciardi, membro del Consiglio esecutivo dell’Oms.

 

Intanto, arrivano buone notizie dallo Spallanzani di Roma: il ricercatore italiano risultato positivo al coronavirus durante la quarantena alla Cecchignola ”è praticamente guarito”: le condizioni sono ottime e, soprattutto, gli ultimi test hanno dato esito negativo. E stanno molto meglio anche i coniugi cinesi, soprattutto l’uomo, che ormai sono fuori pericolo.

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