Italo-senegalese uccisa a Manchester, carcere a vita per l’assassino

italo-senegalese-uccisa-manchester

Si è concluso il processo all’assassino della 26enne Lala Kamara, la ragazza italo-senegalese uccisa a Manchester lo scorso 9 marzo. Il tribunale ha infatti condannato all’ergastolo Mustapha Dia, amico della vittima e appena 21enne all’epoca dell’omicidio. La giovane Kamara, il cui assalitore frequentava abitualmente la casa dove risiedeva, venne strangolata durante un tentativo di rapina.

Italo-senegalese uccisa a Manchester

Sul caso si era immediatamente concentrata la polizia di Manchester, che aveva inizialmente fermato sia Mustapha Dia che suo cugino di tre anni più grande, quest’ultimo rilasciato per insufficienza di prove. Secondo la ricostruzione del delitto Dia, anch’egli senegalese, ha ucciso la Kamara al termine di una festa nel tentativo di rapinarla. Subito dopo l’assassinio, il ragazzo si impossessò infatti dei soldi e del tablet della giovane.

Lala Kamara era nata in Senegal ma era cresciuta a Brescia divenendo anche cittadina italiana. Nel 2016 decise di trasferirsi in Inghilterra per poter diventare infermiera. Ironia della sorte volle che Lala venisse uccisa alla vigilia del suo primo giorno di lavoro in ospedale dopo essere riuscita a vincere un concorso per un posto da infermiera.

Il commento della famiglia

Alla notizia della sentenza di ergastolo nei confronti di Mustapha Dia, la famiglia della giovane si è detta soddisfatta. Alliance Kamara, il padre della ragazza, non nasconde però il dolore di aver perso una figlia: “Sono soddisfatto per la sentenza anche se non potrò mai essere felice”.

La tristezza emerge anche nel ricordo di chi conosceva la giovane: “Lala era una ragazza sorridente, la prima cosa che vedevi erano i suoi denti perché era solare, allegra, sempre felice”. Dopo la sua morte Lala è stata sepolta in Senegal, mentre i suoi genitori continuano a vivere a Calcinato, in provincia di Brescia.