Ius Culturae e assegni in gravidanza. I progetti del ministro Bonetti per le famiglie

Alberto Ferrigolo

“Un bambino, figlio di stranieri, che concluda un ciclo di studi nel nostro paese deve avere la cittadinanza italiana con lo Ius Culturae: se lo Stato investe nella formazione di una persona, poi è giusto che la valorizzi. Diversamente, è come far allenare un giocatore tutta la settimana e poi tenerlo in panchina”. Con un'intervista a La Stampa, la ministra delle Famiglie Elena Bonetti, renziana pre e post scissione, illustra i suoi progetti e lancia un Family Act.

L'idea del governo Conte 2 è infatti, nelle intenzioni della ministra, quella di “porre il tema della famiglia, con un progetto di sistema che combatta la denatalità e rimetta l'educazione al centro”. Con l'asilo gratis e l'assegno unico, che per la ministra hanno un “doppio significato”: ovvero, da una parte “incentivare il ritorno al lavoro dopo la gravidanza”, dall'altra “riconoscere il valore dell'educazione e lottare contro le sacche di diseguaglianza” che si creano già nella prima infanzia. “Vedremo cosa inserire nella manovra, in base alle risorse. Ma bisogna fare in fretta” puntualizzala ministra Bonetti.

Gli obiettivi della misura

La volontà è quella di garantire un “assegno mensile”, che comprenda bonus e detrazioni proporzionate al reddito, “dagli ultimi mesi di gravidanza all'età adulta di ciascun figlio”. Così, dice Bonetti, “contiamo anche di dare una risposta alle difficoltà di tante giovani mamme che, con contratti a tempo determinato o lavoratrici autonome, oggi non godono di alcuna forma di sostegno”. Le cifre ipotizzate? Ci sono proposte di legge che partono da 200-300 euro al mese. “Puntiamo anche a calmierare l'Iva su una serie di prodotti necessari per cura ed educazione del bambino”.

Il ruolo dei papà

La titolare del ministero della Famiglie nel colloquio con il quotidiano sabaudo affronta anche la funzione dei padri, che hanno diritto a un congedo per la nascita di un figlio di soli pochi giorni e che la Ue chiede invece. di estendere: “Lo faremo – dice – così come vogliamo prolungare anche il congedo delle mamme e favorire politiche di conciliazione: fare un figlio non può più essere un ostacolo alla vita lavorativa”. Quanto ai papà, la ministra spiega anche l'intenzione di “lasciare loro più tempo con i figli” perché questo tempo in più ha molti significati, anche nel costruire una relazione forte.

I diritti per le famiglie arcobaleno

Bonetti intende anche d allargare i diritti delle famiglie arcobaleno, essendo stata “a favore della legge sulle unioni civili del governo Renzi perché coniuga il diritto ad amare e il dovere di responsabilità reciproca”. Da quando ha assunto l'incarico di ministro, infatti parla di famiglie “al plurale” perché “non c'è un modello unico di famiglia”. E sul decreto Pillon afferma: “Non c'è molto da dire: il decreto esprimeva un punto di vista improprio. L'ideologia non è opportuna”.

Poi spiega la sua idea di Ius Culturae che, precisa, “non è nel programma di governo né spetta a me occuparmene”, tuttavia dice che “fu un errore non approvarlo nella scorsa legislatura e per questo con i Comitati di azione civile promossi da Renzi lo abbiamo rilanciato con una proposta di legge” perché “i bambini nati e cresciuti qui e che chiudano un ciclo scolastico come le elementari o le medie, devono avere la cittadinanza. La loro identità è italiana”.