Ius soli e detenzione bambini, giro di vite di Trump sui migranti

Washington, 21 ago. (askanews) - L'amministrazione statunitense "sta valutando molto seriamente" la possibilità di "mettere fine alla cittadinanza come diritto di nascita". Lo ha detto Donald Trump, parlando dalla Casa Bianca. Il presidente americano più volte in passato ha definito lo ius soli, che è sancito dal Quattordicesimo emendamento della Costituzione Usa, "un diritto ridicolo", promettendo di abolirlo.

Ma quello dello ius soli è solo uno degli elementi del giro di vite impresso da Trump sul tema immigrazione.

Dopo le forti pressioni da parte della Casa Bianca, Kevin McAleenan, segretario ad interim della Sicurezza nazionale statunitense, ha presentato un piano di norme per consentire la detenzione dei migranti bambini e delle loro famiglie, entrati irregolarmente negli Stati Uniti, per lunghi periodi di tempo.

Secondo un accordo raggiunto in tribunale nel 1997 fino ad oggi i minori non potevano essere detenuti per più di 20 giorni, in attesa che un giudice prendesse una decisione sui loro casi.

Il governo federale sostiene che le norme attuali siano responsabili dell'arrivo in massa di migranti irregolari, che possono beneficare del rilascio quasi immediato semplicemente arrivando nel Paese con i propri bambini, finendo poi per 'sparire' dai radar delle autorità.

"E' stato il presidente Obama a provocare le separazioni tra bambini e genitori. Queste nuove norme facilteranno la loro riunione", ha detto Trump.

Ma ora, su queste nuove norme, si profila una nuova battaglia in tribunale.