Ivano Marescotti contro Salvini: “Razzista e xenofobo, un bullo cialtrone”

marescotti contro salvini

L’attore e regista romagnolo Ivano Marescotti si è scagliato contro il leader della Lega Matteo Salvini insultandolo pesantemente. Inoltre, l’appello del regista, in vista dell’appuntamento elettorale del 26 gennaio, è quello di non votare la Lega, in quanto partito “fascista”. Salvini viene definito da Marescotti come un “bullo cialtrone”, ma replica: “Hanno paura, la sconfitta è vicina”.

Marescotti contro Salvini

Dopo una lunga giornata di accuse contro il titolo di un articolo di Repubblica, Matteo Salvini incassa anche le critiche e gli insulti del regista Ivano Marescotti. Infatti, il romagnolo ha invitato i cittadini a recarsi alle urne il prossimo 26 gennaio, ma di non votare per la Lega. “Andate a votare – ha detto – perché questa volta c’è il rischio che vinca la Lega di Salvini, con la Borgonzoni che potrebbe diventare la presidente della Regione”. Contro al candidata leghista, inoltre, aggiunge: “Non è che bisogna votare per il meno peggio: bisogna votare contro la cosa peggiore che possa capitare“.

Per quanto riguarda il Carroccio, invece, Marescotti si è espresso con termini duri: “Rischiamo di essere governati dai leghisti, uno dei peggiori partiti neofascisti, razzisti, xenofobi europei. Quindi, per favore, andate a votare. Poi faremo i conti con Bonaccini”.

Infine, nel corso del programma La Zanzara, il regista ha lanciato un ultimo commento sulla figura del leader: “Salvini è razzista, xenofobo e cialtrone. Noi siamo in una situazione in cui se dovesse vincere un politico come Salvini, sarebbe una cosa abbastanza pericolosa”. E dal punto di vista umano? “È meglio che non lo dico – ha risposto il regista -, perché altrimenti corro il rischio di essere denunciato. Come dice qualcuno, se fosse in una scuola elementare, Salvini sarebbe considerato un bullo“.

La replica di Matteo Salvini

Non tarda ad arrivare, ovviamente via social, la replica di Matteo Salvini, che su Twitter scrive: “A sinistra rimangono solo insulti e offese. Hanno paura perché sentono che dopo 50 anni la sconfitta è vicina”.