J-Ax: "Avevo il Covid, ho iniziato a pregare. Ho ritrovato la fede"

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(Photo by Marco Piraccini/Archivio Marco Piraccini/Mondadori via Getty Images)
(Photo by Marco Piraccini/Archivio Marco Piraccini/Mondadori via Getty Images)

"Qualsiasi uomo, anche il più ateo, quando vede la morte da vicino si appella a qualcosa di superiore: può essere Dio o ogni altra entità". Lo ha detto in una intervista il rapper J-Ax, che lo scorso aprile si è ammalato di Covid e ha temuto di non farcela. 

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Il cantante ha spiegato di non essere mai stato ateo. "Ero un cristiano come lo sono molti in Italia, non praticante. Ma ho avuto un’educazione cattolica piuttosto rigida, ho fatto tutti i sacramenti, mi sono sposato in chiesa", ha raccontato. Quindi, ha spiegato che quando ha scoperto di avere il Covid era terrorizzato. 

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"Avevo mal di ossa", ha raccontato J-Ax, "ma era un mal di ossa mai provato prima, mal di stomaco, ma un mal di stomaco mai provato prima, lo stesso con il mal di testa. Era qualcosa di esageratamente più forte rispetto a come siamo abituati: la sensazione è che il tuo sistema immunitario stia fronteggiando qualcosa a cui non era abituato". In quei momenti si è ritrovato a pregare. "Mia moglie non riusciva più a mangiare: non lo ha fatto per quattro giorni. Lei non riusciva ad alzarsi dal letto e io giocavo con mio figlio, che ha quattro anni. Il mio pensiero era: e se io peggioro, lui con chi va? Chi lo tiene? Come si fa?".

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Per fortuna, tutto si è risolto nel miglior modo possibile. Poi, una volta guarito, J-Ax non vedeva l'ora di vaccinarsi. "Anche adesso tengo sotto controllo i miei anticorpi per essere sicuro di essere protetto", racconta. Peccato che, l'aver invitato i suoi follower sui social a vaccinarsi, gli abbia portato minacce di morte. J-Ax ha ricevuto foto di proiettili. Ma non si fermerà: è convinto che i vaccini siano l'arma giusta contro il Covid.

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