Jabil torna indietro sul licenziamento dei suoi dipendenti in Campania

La sede di Jabil a Marcianise

Novità importanti per i 190 lavoratori dipendenti della Jabil di Marcianise, che ha ritirato i suoi licenziamenti annunciati lo scorso maggio. Lo rende noto la Fim Cisl, che in una nota ha specificato come l’azienda made in Usa sia arrivata a questa decisione dopo una trattativa con i vertici, il Governo e le sigle sindacali. Una soluzione di compromesso a una situazione che Raffaele Apetino, segretario regionale di Fim Cisl Campania, aveva definito “scellerata“.

Jabil ritira i licenziamenti: il caso Marcianise

Jabil è una società statunitense che opera nel settore della produzione di componenti elettronici e circuiti per produttori di apparecchiature del settore hi-tech. La multinazionale possiede 120 stabilimenti e 200mila dipendenti in tutto il mondo. A Marcianise, in provincia di Caserta, l’azienda aveva deciso di licenziare 190 operai in piena emergenza coronavirus in Italia. L’azione non era stata accettata dai dipendenti che erano scesi in piazza, proclamando subito uno sciopero a oltranza.

La trattativa fra Jabil e il Governo

Il Governo, nella persona del ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, aveva da subito convocato un tavolo con i vertici dell’azienda. I sindacati avevano da subito respinto la decisione della multinazionale per evitare quello che la Fim Cisl di Caserta ha definito “un dramma sociale di dimensioni inimmaginabili“. Per le sigle sindacali, con la giornata di oggi: “si è raggiunta un’intesa che non è la soluzione definitiva alla vertenza“, ma ancora c’è tanto da fare.

Un piccolo passo per una strada ancora lunga. Ai dipendenti è stata solo estesa la cassa integrazione, che non risolve il punto dell’occupazione dei dipendenti.