Jeffrey Epstein si suicida in carcere: era accusato di abusi su minore

Jeffrey Epstein si suicida in carcere: era accusato di abusi su minore

Jeffrey Epstein è morto suicida all’interno della sua cella. A dare la notizia è la televisione statunitense, Abc. Dopo essere stato incarcerato con le accuse di abusi sessuali su minori, il ricchissimo finanziare americano ha deciso di togliersi la vita. Da sottolineare è il tentativo di suicidio avvenuto sole poche settimane fa, in quell’occasione le guardie riuscirono a fermarlo e a salvargli la vita.

Il miliardario americano è finito in gatta buia dopo le pesantissime accuse di favoreggiamento di traffico e sfruttamento sessuale su ragazzine minorenne. I fatti risalirebbero al periodo tra il 2002 ed il 2005. Secondo gli inquirenti, il tutto si sarebbe svolto all’interno delle sue abitazioni, tra Manhattan e la Florida. Un altro fatto degno di nota riguarda le amicizie del finanziere: l’uomo è stato uno dei migliori amici di Donald Trump e dell’ex presidente Bill Clinton.

L’inizio delle indagini

Il tutto ha avuto inizio nei primi giorni di luglio, quando la Procura di New York trovò alcuni dvd contenenti tantissime foto di ragazzine minorenni. L’accusa riuscì ad imprigionare l’uomo, il quale rischiava una pena di circa 45 anni di carcere. Secondo le indagini delle forze dell’ordine, l’uomo ha trascorso diversi anni della sua vita ad adescare ragazzine minorenni.

Insieme alla sua combriccola, l’uomo obbligava le ragazzine indifese a venire nelle sue abitazioni di New York oppure di Palm Beach. Proprio qui, queste prima massaggiavano gli uomini e poi venivano molestate ed abusate sessualmente. Al termine delle prestazioni sessuali, poi, le vittime venivano rimborsate con cento o duecento dollari.

L’uomo ha sempre dichiarato di essere innocente e di avere consumato rapporti sessuali con persone consenzienti e che pensava fossero maggiorenni. Un caso su cui difficilmente ora si riuscirà a fare chiarezza.