Jerome H. Powell di Federal Reserve: “Una consultazione pubblica per il dollaro digitale”

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In una sorta di dialogo a distanza con l'intervento di alcuni giorni fa di Sir Jon Cunliffe, vicegovernatore della Bank of England, sull'imminente impatto delle Central Bank Digital Currency (CBDC) nello scenario del rapporto tra le persone e il denaro pubblico, il presidente Jerome H. Powell ha delineato la risposta della Federal Reserve al rapido cambiamento nel panorama dei pagamenti globali: “II progressi tecnologici stanno determinando rapidi cambiamenti nel panorama globale dei pagamenti. La Federal Reserve sta studiando questi sviluppi ed esplorando modi per affinare il suo ruolo di principale fornitore di servizi di pagamento e di autorità di emissione della valuta statunitense”.

“In qualità di banca centrale degli Stati Uniti, la Federal Reserve ha il compito di promuovere la stabilità monetaria e finanziaria e la sicurezza e l'efficienza del sistema di pagamento. Nel perseguimento di queste funzioni fondamentali, abbiamo monitorato attentamente e adattato le innovazioni tecnologiche che stanno trasformando il mondo dei pagamenti, della finanza e delle banche". Una tecnologia che porterà le le banche centrali, inclusa la Fed, allo sviluppo e all'emissione di valute digitali. Powell ha annunciato che la Federal Reserve prevede di pubblicare questa estate un documento di discussione che esplorerà le implicazioni della tecnologia in rapida evoluzione per i pagamenti digitali, con particolare attenzione alla possibilità di emettere una valuta digitale della banca centrale statunitense. Progetti più tecnicamente orientati, incentrati su strumenti e infrastrutture specifici, sono in corso presso il Board e la Federal Reserve Bank di Boston, mentre la Fed sta anche collaborando a livello internazionale all'interno della Bank for International Settlements.

Ha aggiunto Powell: “Riteniamo importante che qualsiasi potenziale CBDC possa servire come complemento e non come sostituzione del contante e delle attuali forme digitali del settore privato del dollaro, come i depositi presso le banche commerciali. La progettazione di un CBDC solleverebbe importanti considerazioni di politica monetaria, stabilità finanziaria, tutela dei consumatori, legali e sulla privacy e richiederà un'attenta riflessione e un'analisi, compresi i contributi delle persone e dei funzionari eletti". Insomma, Powell si aspetta e propone una sorta di consultazione pubblica che possa allargare il dibattito sulla valuta digitale anche fuori dagli ambienti finanziari e di governo. Questo anche perché le banche centrali stanno lavorando su valute interne basate sull'identità digitale delle persone. Il che apre la questione su a chi dovremo affidare i nostri dati personali : quante persone, quanti enti, quante società e, soprattutto che tipo di informazioni non monetarie dovrebbero o non dovrebbero essere contenute all'interno della nostra e-ID? In Svizzera, è stato di recente prodotto un referendum proprio sull'introduzione di un potenziale sistema nazionale di identità elettronica. I risultati finali hanno visto il 64,4% degli elettori dichiararsi contrari al programma. Tuttavia, l'opposizione alla proposta non si è orientata su un rifiuto totale verso il sistema di identificazione elettronica quanto sull'idea che l'identificazione possa essere gestita da società private e non dal governo sotto la piena supervisione democratica. Un dibattito pubblico su questo tema, così come evocato da Powell, è necessario.

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