Jimmy Carter sul caso Floyd: "addolorato" per il razzismo in Usa

Aqu

Roma, 3 giu. (askanews) - Classe 1924, 95 anni, un tumore al cervello; Jimmy Carter, il più anziano fra gli ex presidenti degli Stati Uniti ancora in vita, ha rilasciato dal suo Centro Carter un comunicato in cui assieme alla moglie Rosalynn si dice addolorato per il caso Floyd che sta incendiando gli Usa e per il razzismo ancora presente nella società statunitense.

Carter si unisce agli altri ex presidenti nel commentare la vicenda con passione chiedendo al popolo di combattere il razzismo. Bill Clinton aveva dichiarato domenica scorsa che "gli americani devono vedersi l'un l'altro come meritevoli di vita, libertà, rispetto, dignità e la presunzione d'innocenza". Barack Obama già la settimana scorsa ha detto che casi come la morte di George Floyd - morto a 46 anni con il ginocchio di un poliziotto sul collo nel corso di un banale controllo - "non dovrebbero essere normali". E persino l'ex presidente repubblicano Gerorge W. Bush si è inserito martedì 2 giugno affermando che "è tempo che l'America esamini i suoi tragici fallimenti".

Molto duro il comunicato del democratico Carter, che si dice "addolorato per le tragiche ingiustizie razziali e la conseguente reazione delle ultime settimane", così mettendo chiaramente il biasimo per le violenze in strada e i saccheggi sul comportamento degli agenti che sarebbero responsabili della morte di Floyd. "Come maschio bianco del sud, conosco fin troppo bene l'impatto della segregazione e dell'ingiustizia sugli afroamericani. Nel 1974 nel mio discorso inaugurale come governatore della Georgia dissi "Il tempo della discriminazione razziale è finito". Con grande dolore e delusione, ripeto queste parole oggi, quasi cinquant'anni dopo".

George Floyd è morto nel corso di un banale controllo di polizia, con un agente che per dieci minuti gli ha premuto un ginocchio sul collo, senza che tre colleghi intervenissero, nonostante quella sera a Minneapolis a guardarli fossero in tanti, col telefono alzato a filmarli. I video di quei dieci minuti e delle telecamere di sorveglianza tracciano una immagine terribile.