Jobs Act, Catalfo: "Va ribilanciato"

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Il Jobs act va ribilanciato introducendo maggiori tutele per i lavoratori. Lo ha detto a margine della Giornata digitale il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. Sulla questione del Jobs Act “non bisogna schierarsi né da una parte né dall’altra”, serve “un’analisi approfondita dei dati”, perché “se da una parte con gli esoneri contributivi ha trasformato molto lavori a tempo determinato in indeterminato, dall’altra ha meno tutele”, ha aggiunto. 

Il ministro ha inoltre fatto sapere che, per quanto riguarda le pensioni, ''il governo ha iniziato un percorso per pensare a una riforma della flessibilità in uscita più stabile e duratura''. ''Mi auguro - ha detto poi - che i risparmi di quota 100 restino alla previdenza per usarli per le prossime opportune proposte''. Sulle ipotesi per la flessibilità in uscita, allo scadere del piano triennale introdotto dalla Lega nel precedente governo, ''stiamo istituendo una commissione di esperti che valuti tutte le possibili forme'', dice ribadendo che quota 100 ''durerà gli anni per i quali è prevista'', fino alla fine del 2021. ''Se non si fanno prima delle valutazioni sull'impatto a livelli di platea e degli effetti economici,è inutile dire prima quale forma di flessibilità in uscita'' prendere, afferma, insistendo che ''dirli prima non ha senso o non avrei fatto tre commissioni e un tavolo di confronto''. Infine, quanto al tavolo sulle pensioni di questa settimana Catalfo spiega che non si parlerà di salario minimo.  

Il ministero del Lavoro studia la possibilità di introdurre significativi sgravi contributivi per favorire le donne e l'occupazione al sud, fa sapere Catalfo. ''Ci stiamo lavorando con il ministro per la Coesione e il Sud Provenzano'', ha aggiunto, il target saranno i ''territori con più disoccupati'' e ''donne''.