John Elkann sarà presidente del gruppo che nascerà dalla fusione di Fca e Peugeot

Fca e Peugeot spingono l'acceleratore sulle nozze da 50 miliardi di dollari. L'annuncio sulla formalizzazione delle trattative tra i due gruppi è atteso per oggi, dopo il via libera ai negoziati dei rispettivi consigli di amministrazione e di Exor, la holding di casa Agnelli che controlla la società automobilistica italo-statunitense. La fusione, paritetica, darebbe vita al quarto colosso dell'auto, con quartier generale in Olanda. L'amministratore delegato di Peugeot, Carlos Tavares, dovrebbe ricoprire lo stesso ruolo nel gruppo nato dall'integrazione con Fca così come John Elkann che dovrebbe diventarne presidente.

Il consiglio di amministrazione è previsto con undici membri, di cui sei a Psa (compreso Tavares) e cinque a Fca (compreso Elkann). Secondo anticipazioni di stampa, Fca starebbe valutando 5,5 miliardi di euro di dividendi straordinari, mentre la società francese - che ha come advisor la banca d'affari Mma controllata dall'italiana Mediobanca - potrebbe decidere lo spin off della divisione di componentistica Faurecia, valutata intorno ai 3 miliardi di euro. L'advisor di Fca è Goldman Sachs e di Exor è Lazard.

I mercati brindano all'operazione: Fca ha chiuso con un balzo del 9,53%, sui massimi da aprile. In rialzo anche Exor (+4,6%) mentre Psa ha guadagnato il 4,53%. Sulla possibilità di finalizzare l'operazione trapela ottimismo. La casa del Lingotto flirta con Peugeaut già dalla scorsa estate, dopo aver ritirato la proposta di matrimonio a Renault, lo scorso giugno, per la "mancanza di condizioni politiche" in Francia tali da consentire una fusione di successo. Il clima oggi sembra cambiato.

Il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, ha manifestato "apertura" pur ricordando di voler vigilare su occupazione, governance e siti industriali. Lo Stato francese detiene circa il 12% del capitale di Psa. In Italia "naturalmente tutto il governo segue con attenzione questa vicenda rispettoso di una trattativa di mercato - ha osservato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri - ma anche consapevole che stiamo parlando di un'industria importantissima per il Paese, di processi inevitabili ma che nelle forme in cui avvengono è giusto siano seguiti con cura e attenzione dal governo".